08 Aprile 2019 16:13

LENDINARA

I Solisti Veneti celebrano la Pasqua in musica con Uto Ughi

Un evento dedicato anche alla memoria del maestro Claudio Scimone


LENDINARA – Martedì 9 aprile alle 21 il Duomo di Santa Sofia di Lendinara ospiterà il secondo concerto che i Solisti Veneti dedicheranno alla Pasqua e alla memoria del Maestro Claudio Scimone, con la partecipazione straordinaria del violinista di fama internazionale Uto Ughi. In programma musiche di Boccherini, Pergolesi, De Marzi, Rossini, Tartini, Bach e Pugnani. Gli appuntamenti, realizzati con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, sono ad ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.

Sarà l’eccezionale presenza di Uto Ughi­ violinista acclamato in tutto il mondo­ a rendere omaggio, non solo alla ricorrenza della Santa Pasqua, ma anche al ricordo del Maestro Claudio Scimone in occasione del sessantesimo anno della fondazione dei Solisti Veneti. L’appuntamento, realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, è a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.

Il ricco programma della serata sarà dedicato prevalentemente alla musica del 18esimo secolo e si aprirà sulle note dolenti e malinconiche della Sinfonia dallo Stabat Mater di Luigi Boccherini, intima riflessione intorno alla figura di Maria ai piedi della Croce. Dopo questo momento introspettivo, la prima parte del concerto si snoderà in un suggestivo viaggio nel tempo che abbraccerà il Settecento di Giovanni Battista Pergolesi con la grazia e la cantabilità dei tre movimenti del Primo Concertino per archi in sol maggiore, l’Ottocento di Giacchino Rossini con un brano giovanile del pesarese, la Sesta sonata per archi in re maggiore detta La tempesta, per giungere infine ai giorni nostri con Trasparenze su Ai Preat, composizione di Bepi De Marzi scritta appositamente per i Solisti.

Nella seconda parte del concerto il pubblico avrà invece occasione di apprezzare le straordinarie doti interpretative e virtuosistiche di Uto Ughi, dapprima con la Sonata in sol minore numero 5 di Giuseppe Tartini, detta anche Il trillo del diavolo poiché secondo la leggenda il diavolo stesso sarebbe apparso in sogno al musicista, suonando con il violino una melodia “così singolare e bella” che Tartini volle tentare di trascriverla subito al suo risveglio. Alle diaboliche note tartiniane seguirà invece una delle pagine più ispirate di Johan Sebastian Bach, il Concerto per violino e archi in la minore BWV 1041, che infine lascerà spazio al pirotecnico finale dell’Introduzione e allegro per violino e archi di Gaetano Pugnani, brano attribuito al compositore torinese vissuto nella seconda metà del Settecento ma in realtà scritto ai primi del Novecento da Fritz Kreisler.

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