08 Aprile 2019 23:48

ELEZIONI ROVIGO

Forza Rovigo si presenta: “Ecco chi siamo e perché sosteniamo Monica Gambardella”

Il gruppo capitanato da Renzo Marangon e Renato Borgato ha spiegato i propri obiettivi per la prossima campagna elettorale


ROVIGO – Si sono presentati alla città: Forza Rovigo, il gruppo capitanato da Renzo Marangon e Renato Borgato, che conta anche sulla presenza dell’ex assessore Luigi Paulon come di tanti altri volti noti della politica cittadina, questa sera, lunedì 8 aprile, si è presentato alla città, schierandosi ufficialmente con Monica Gambardella (VEDI LA DIRETTA).

Gli onori di casa li ha fatti Renato Borgato, che ha ricordato: “Abbiamo iniziato a fare politica 40 anni fa, ma la passione per fare qualcosa di buono, in noi, non è mai tramontata – spiega -. Abbiamo deciso di sostenere Monica non solo perché figlia di un grande ingegnere che ha messo in sicurezza Rovigo, ma perché lei ha coltivato la sua competenza e autorevolezza di suo padre diventando la responsabile della Protezione Civile provinciale. Abbiamo pensato a una donna per un motivo semplice: i due uomini precedenti a lei sono stati pugnalati alla schiena – scherza -, una cosa che non si farebbe mai a una donna”.

E’ intervenuta poi la candidata sindaco, Gambardella: “Chi mi conosce sa quanto impegno metto nelle cose che faccio – spiega la Gambardella -. Da anni ho un impegno associazionistico femminile che credo condividano tutte le persone di buon senso. Mi sono sempre impegnata per il mio territorio con la Protezione Civile, ma ora lo voglio fare in veste diversa. Ho imparato a conoscere questa realtà, a far quadrare bilanci e a comportarmi in situazioni di emergenza confrontarmi con gli enti e con i cittadini. Il mio metodo è quello di trovare soluzioni ragionevoli, parlandone insieme, confrontandoci con dati reali. Rovigo è piena di grandi temi da affrontare. Solo un esempio, la situazione del tribunale: cerchiamo di ottimizzare tutto, a fianco c’è un involucro che è rimasto vuoto. Lo spostamento di una struttura di quel tipo, richiede attenzione: prima di qualsiasi proclama vogliamo parlare con le persone, fare valutazioni approfondite, non solo da cartolina o da promesse elettorali”.

La parola è poi passata a Cristiano Corazzari, candidato per la Lega e commissario del Carroccio a Rovigo, che ha scelto la candidatura di Monica: “Come Lega siamo reduci da una vicenda particolarmente dolorosa, che riguarda tutta la città: è un trauma quando un sindaco cade – spiega Corazzari -. Ma è tempo di guardare avanti e non indietro. E’ tempo di formare una proposta nuova per la città, che vuole ripartire con un rinnovato entusiasmo. Sono tante le cose da fare e solo con un lavoro di squadra si possono fare: vogliamo essere un punto di riferimento per tutte le forze di centrodestra, attorno a Monica si deve creare una coalizione forte. Abbiamo scelto Monica perché ha delle caratteristiche personali e professionali che incarnano il modello di sindaco che noi vogliamo per Rovigo, è una persona che da sempre è stata a servizio di una comunità. Si metterà a disposizione e ascolterà, mettendo l’attenzione ai cittadini al primo posto, da persona qualificata che conosce la macchina amministrativa, i rapporti con gli altri comuni della provincia, sarà viatico per far tornare Rovigo protagonista del Polesine”.

Ha concluso la serata, con i toni da showman che da sempre lo contraddistinguono, Renzo Marangon: “In tanti si sono domandati: ma quei tre, inteso me, Borgato e Paulon, perché continuano a fare politica? – afferma -. Noi rispondiamo che siamo cresciuti alla scuola della lealtà, non dei pugnali, un amico si difende. Siamo sempre stati animati da un sacro fuoco che nasce per non vedere mai più il capoluogo che negli ultimi anni è disceso agli inferi: la nostra energia nasce da quì. Vogliamo riportare competitività al territorio, che passa attraverso l’efficienza di un’amministrazione con un’anima e obiettivi raggiungibili. Gli ultimi due sindaci sono stati abbattuti dal consiglio comunale, dalla smania di andare in giunta. E vi dirò che noi non vogliamo diventare assessori: noi vogliamo lavorare in consiglio comunale, perché è lì che c’è la vera democrazia”.

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