24 Aprile 2019 17:15

ADRIA

Csa, i sindacati chiedono il confronto ma la discussione porta a un nulla di fatto

Benazzo, Malin e Rossin affermano: "Vane promesse di presa in carico delle richieste senza nessuna tempistica"


ADRIA – In un comunicato stampa congiunto per FP CGIL Rovigo, CISL FP Padova/Rovigo e UIL FPL Rovigo, i rispettivi portavoce Davide Benazzo, Francesco Malin e Mariella Rossin esprimono il forte disappunto per il CSA di Adria dopo l’incontro di ieri sera, 23 aprile.

“Ieri sera al CSA di Adria è andata in onda l’ennesima farsa di una Direzione che dimostra di essere distante anni luce dai problemi dei Lavoratori di questo importante Ente. – affermano –  Come Organizzazioni Sindacali, dopo un’assemblea con i Lavoratori e vista la tanto sbandierata volontà della Presidente di avere un confronto costruttivo con le maestranze, abbiamo chiesto un incontro al CdA, quale Organo Politico e di indirizzo anche sui temi del Personale. Questa richiesta, alla quale abbiamo allegato una proposta di Contratto Decentrato finalizzato a trovare una mediazione con la Direzione, era per noi propedeutica al successivo confronto e contrattazione. Onde evitare la solita presa in giro di accordi sottoscritti e poi disattesi dal Direttore con il totale avvallo della Presidenza, diventava urgente capire se effettivamente parte delle nostre richieste potevano essere tradotte in un mandato preciso e chiaro al Direttore per la Contrattazione. Serviva anche per togliere ogni dubbio, spesso instillato dalla stessa Presidente, che sia il Sindacato a non voler trattare”.

Davide Benazzo, Francesco Malin e Mariella Rossin nel comunicato continuano: “Dopo quasi due ore di discussione dove si è chiesto di evitare contenziosi sull’azione unilaterale del taglio degli stipendi e di prevedere a bilancio una quota economica utile alla copertura delle assenze al fine di mantenere elevata la qualità del lavoro e dell’assistenza erogata, abbiamo ottenuto un sostanziale nulla di fatto. Vane promesse di presa in carico delle richieste senza nessuna tempistica e che comunque quanto fino a oggi fatto dal Direttore, sia nei contenuti che nelle modalità, non poteva essere messo in discussione. L’unica posta messa sul tavolo un possibile parziale aumento del salario accessorio che, senza regole condivise e lasciato all’utilizzo discrezionale del Direttore, sarebbe un ulteriore strumento di delegittimazione della contrattazione e che, a queste condizione, riteniamo più utile da utilizzarlo per assumere del personale”.

“Tutto questo malgrado la palese mancanza della Direzione sul tema della legionella sulla quale pesa come un macigno la mancanza di risposte e di trasparenza, soprattutto con i Lavoratori. Ad oggi nessuna risposta alle nostre richieste di chiarimento, risposte evasive e contraddittorie, con quanto poi affermato dai Lavoratori, date alla RSU e direttive parziali, non firmate e senza alcuna data, date in visione a una sola parte dei Lavoratori. – e ancora –  L’allarme Legionella e le conseguenti azioni attivate dimostrano quanto questa Direzione stia facendo per questo Ente, è la cartina al tornasole che dimostra in negativo una gestione che, come il peggiore dei privati, ha solo ridotto i costi per dimostrare di riuscire a far quadrare un bilancio, me che nei fatti sta distruggendo il plus valore di una struttura pubblica fatto dalle persone che vi lavorano”.

“Ridicolo che tutto quanto fatto lo si voglia dipingere come necessario a mantenere pubblico il CSA di Adria: tagliare il costo del lavoro e il personale è una scelta che nulla ha a che fare con il pubblico, è quello che fa il privato e la fa molto bene. Se si percorre questa strada non si fa altro che mettersi in un confronto dove il pubblico, soprattutto a causa del legislatore regionale, sarà perdente e dove le differenze non ci saranno salvo che nel privato chi comanda possiede anche il portafoglio, mentre nel pubblico chi comanda lo fa con il portafoglio dei cittadini senza poi rispondere. La differenza tra pubblico e privato sta nella mission, dove per il privato è il guadagno, mentre nel pubblico sono le persone a cui si rivolge, gli Ospiti e i Lavoratori, che invece al CSA sono quelli che non contano meno. – e concludono – Diventa difficile a questo punto non spostare la protesta in Regione, a cui chiediamo un atto di responsabilità, verso i Cittadini e i Lavoratori di Adria, che possa impedire a queste persone di perpetrare i danni che stanno facendo e così cambiare finalmente registro”.

DISCLAIMER:
I tuoi commenti agli articoli saranno gestiti dalla piattaforma 'Disqus' attraverso i login dalla stessa previsti.
Ti rinviamo alla piattaforma ed ai Social che ne permettono l'accesso per quanto attiene l'informativa in materia di trattamento dei dati.
Noi non abbiamo una gestione diretta delle informazioni ma potremo impedire la loro pubblicazione qualora a nostro insindacabile giudizio non rispettino il codice etico del giornale.

Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e/o ai seguenti servizi aggiuntivi. Dichiaro altresì di avere preso visione della Policy Privacy all'apposita sezione del sito.
Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e le comunicazioni commerciali.