24 Aprile 2019 16:06

L'INTERVISTA

“C’è ancora molto da fare per migliorare le schede ospedaliere”

Francesco Noce, presidente dell'ordine dei medici di Rovigo, interviene sul futuro della sanità polesana


ROVIGO – Anche l’ordine dei medici rodigino si esprime in merito alle schede ospedaliere in approvazione dalla Regione Veneto. I vari rappresentanti territoriali, infatti, sono stati convocati in quinta commissione per la discussione delle varie modifiche e Francesco Noce, presidente dell’ordine di Rovigo, ha avanzato alcune proposte per migliorare quanto proposto dalla Regione per il Polesine.

“Le prime modifiche apportate dall’assessore Manuela Lanzarin vanno bene, ma c’è ancora da fare – spiega Noce -. Dobbiamo considerare le caratteristiche del Polesine, una terra lunga con pochi abitanti, che non possono viaggiare per chilometri prima di trovare dei servizi sanitari. Per questo credo che Adria meriti di rimanere Spoke, anche se i cittadini a cui fa riferimento sono sotto soglia prevista dal decreto ministeriale. Era contro questo decreto che bisognava protestare. Inoltre credo che tutte le apicalità debbano rimanere attive: demansionare il personale non serve, anzi, si creerebbe ancora più insoddisfazione e i medici che finora sono stati primari nel loro settore sarebbero portati a cercare altrove un lavoro, depauperando il servizio in Polesine, che già soffre di carenza di medici. Il presidio territoriale è importante per garantire il diritto alla salute a tutti, che vivano nel Delta o in Altopolesine”.

Noce è soddisfatto che Rovigo rimanga Hub e che conservi neuroradiologia, ma ci sono molte altre cose da fare anche su Trecenta e su Adria. “Senza contare che la popolazione sta invecchiando – spiega il medico -. Quindi ci saranno sempre più pazienti che necessitano cure costanti e di degenza prolungata. Servono posti letto e servizi garantiti in tutto il territorio”.

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