24 Aprile 2019 19:38

SANITA'

Benazzo sulle schede ospedaliere: vince il privato

Il sindacalista afferma: "La Res Pubblica diventa facile preda di imprenditori privati attraverso scelte chiare e precise"


VENEZIA – In un comunicato stampa, Davide Benazzo, portavoce di CGIL Rovigo esprime il proprio disappunto per l’esito della Quinta Commissione di ieri, 23 aprile.

“Una brutta pagina per la Politica Sanitaria del Polesine quella che è andata in onda ieri in Quinta Commissione. Ridicolo che qualcuno tenti di far passare quello descritto dall’Assessore Lanzarin come un risultato positivo” inizia il sindacalista.

“Una modifica che riprende quanto presentato dalla Direzione Generale nell’audizione, dopo che lo stesso Direttore era stato il giorno prima convocato dall’assessore. Una richiesta di modifica che non parte dal territorio perché frutto solo di una valutazione fatta da parte del Direttore, esecutore della stessa parte politica regionale che sta decidendo sulla nostra pelle, mai condivisa, almeno ufficialmente, con nessun rappresentante del Territorio, salvo esporla in Conferenza dei Sindaci che poi però ha redatto un proprio documento ben diverso da quanto presentato dal Direttore. Una modifica che sancisce la definitiva morte dell’Ospedale di Trecenta, anche perché i 4 posti di terapia intensiva riottenuti sono funzionali a Rovigo e non al futuro di Trecenta. Una modifica che sancisce lo stesso futuro di Trecenta anche per Adria perché, anche con il recupero dei primariati di Chirurgia e Urologia, da verificare se anche con posti letto altrimenti sarebbero una medaglia di latta che ha più della presa in giro che dell’effettivo recupero, con l’avvenuto declassamento è solo allungarne l’agonia” afferma Benazzo.

E conclude: “Una modifica che sancisce la lenta e progressiva periferizzazione della sanità del Polesine perché le modifiche di oggi determineranno un lento e progressivo impoverimento anche dell’Ospedale di Rovigo utile all’idea di un futuro ridimensionamento che troverà giustificazione nella legge 70 e sul Piano degli esiti, ma che nei fatti è il risultato della Programmazione Regionale. Ne esce vincente il privato,  inadempiente e che non firma un contratto per i propri dipendenti da 12 anni. Ancora una volta la Res Pubblica diventa facile preda di imprenditori privati attraverso scelte chiare e precise di chi la gestisce. Sarebbe utile capire se i rappresentanti territoriali della stessa maggioranza che governa la Regione siano coscienti e hanno accettato o se stanno subendo passivamente quanto sta succedendo…. speriamo sempre in un sussulto di orgoglio per il proprio territorio che oggi purtroppo manca”.

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