13 Marzo 2019 16:49

SANITA'

Varato il piano sociosanitario: Rovigo Hub con produzione di farmaci antitumorali

Per l’ospedale di Adria è prevista la richiesta di deroga per il punto nascita


VENEZIA – Sono state approvate le schede ospedaliere derivanti dal nuovo Piano Socio Sanitario 2019-2023 che la Giunta regionale del Veneto, riunita in seduta straordinaria convocata dal Presidente Luca Zaia, ha approvato oggi, mercoled’ 13 marzo, su proposta dell’Assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin. Per quanto riguarda l’Ulss 5 Polesana, buone notizie: l’ospedale di Rovigo è Hub provinciale; in medicina è prevista attività di malattie metaboliche ed ematologia; svolge anche attività di coordinamento aziendale per anatomia patologica e trasfusionale. Anche a Rovigo è prevista un’unità di produzione di farmaci antitumorali. L’ospedale di Trecenta è individuato come ospedale in zona disagiata, con attività di procreazione medicalmente assistita; è anche ospedale di riferimento per la fase acuta della neuroriabilitazione delle gravi cerebrolesioni acquisite. Per l’ospedale di Adria è prevista la richiesta di deroga per il punto nascita.

Eccellenti i numeri in Veneto: 68 ospedali, 754 reparti con altrettanti primari, 19.800 posti letto complessivi, dei quali 17.852 per acuti e 1.948 nelle strutture intermedie, come ospedali di comunità, hospice e unità riabilitative territoriali. “Ora – tiene a precisare il presidente della Regione, Luca Zaia – trasmetteremo l’intera documentazione trasmessa al Consiglio regionale per il prosieguo dell’iter e il confronto con i Consiglieri e i Gruppi Consigliari che, sono certo, sarà attento e approfondito. Con questo atto – fa notare il Governatore – si chiude di fatto una complessa opera di riprogrammazione pluriennale della sanità veneta. Abbiamo approvato in tempi record il Piano Socio Sanitario 2019-2023 ancora a fine 2018; abbiamo dato certezze economiche ai nostri manager varando il riparto dei fondi necessari per il 2019 e il 2020 con circa 16,5 miliardi di dotazione complessiva; oggi abbiamo tradotto in concreto le indicazioni strategiche del Pssr, disegnando una geografia ospedaliera moderna, qualitativa, con tutti i servizi che servono ai cittadini e a una sanità di eccellenza come quella veneta. Era un obbiettivo qualificante dell’intera legislatura – conclude Zaia – e averlo raggiunto in questi tempi e in questi modi non è impresa da poco”.

“Abbiamo fatto un buon lavoro – dice l’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – che riporta nell’organizzazione Ulss per Ulss le linee indicate dal nuovo Piano Socio Sanitario. Si confermano i 68 ospedali e la loro strutturazione in rete Hub & Spoke, senza nessun taglio come promesso. Si rafforza l’integrazione tra sanitario e sociale e il collegamento tra ospedale e territorio attraverso le strutture di ricovero intermedie. Si potenziano e diffondono ulteriormente le alte specializzazioni. Si favorisce la deospedalizzazione grazie all’utilizzo delle moderne tecnologie, mettendo al contempo a disposizione tutti i posti letto che servono. Si mantengono tutti i punti nascita della rete potenziando in generale tutto il settore materno infantile. Si potenziano ulteriormente le breast unit per la lotta al cancro al seno e l’oncologia in generale con un aumento dei posti letto dello IOV, e molto altro ancora che avremo modo di approfondire e sviscerare nel corso del confronto in Consiglio”.

“Le schede – tiene a precisare l’Assessore – guardano anche in concreto alla prospettiva della nascita del nuovo ospedale di Padova, con valenza almeno nazionale e con l’integrazione con l’Università, al quale diamo già ora i contenuti. In attesa che questa grande operazione vada in porto, anche con la riorganizzazione del Giustinianeo – garantisce la Lanzarin – i padovani non avranno nessuna contrazione dei servizi, perché il Sant’Antonio continuerà a essere l’Ospedale cittadino con tutte le sue caratteristiche di eccellenza e tutte le prestazioni”.

Sul piano tecnico, in generale, le Aziende devono rendere possibile l’accesso diretto in psichiatria, ostetricia, pediatria e oculistica; è prevista la centralizzazione a livello aziendale o, in alcuni casi, interaziendale, per alcune attività come, per esempio, anatomia patologica, laboratorio di analisi e servizio trasfusionale. E’ inoltre indicato lo sviluppo dei servizi in telerefertazione e teleconsulenza. Le schede, inoltre, potenziano l’area medica e inseriscono strutture intermedie a gestione diretta negli ospedali. In tema di riabilitazione viene previsto un polo riabilitativo di riferimento aziendale.

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