21 Marzo 2019 20:14

ADRIA

Tescaroli, il giudice fa scuola di legalità a studenti e amministratori

Adriese di origine, ha raccontato alcune storie dei 108 bambini vittime di attentati mafiosi


ADRIA – Una mattinata intensa e significativa per lo spessore della testimonianza  resa dal  giudice Luca Tescaroli, procuratore della Repubblica aggiunto, alla procura del tribunale di Firenze, che stamani alla sala Caponneto, ha incontrato oltre 150 alunni degli istituti superiori di Adria.

A fare gli onori di casa, il primo cittadino Omar Barbierato che ha introdotto la mattinata raccontando brevemente il curriculum del giudice Tescaroli, adriese doc, per poi passare la parola al giovane studente universitario Giacomo Bego: “Il 21 Marzo è la giornata  istituita per commemorare le vittime innocenti di mafia – ha detto Bego -. Tra questi anni ricordati personaggi come  i giudici Terranova, Costa, Chinnici, il capitano dei carabinieri Basile, i commissari Cassarà e Montana e i giornalisti sempre in prima linea come Peppino Impastato. La giornata di oggi non è di meno importanza rispetto a quella di venerdì scorso, la cui tematica riguardava la questione del cambiamento climatico. le mafie in qualche modo sono riuscite ad essere responsabili anche di questo vasto problema, esempio primo tra tutti: la terra dei fuochi. Oggi è una giornata di memoria e di riflessione in cui, ancora di più, si deve decidere da che parte stare, quella della legalità e della civiltà, per citare le parole di Giovanni Falcone. Oggi questa lotta è ancora in corso grazie a figure come, il giudice Tescaroli, da sempre in prima linea in questa pericolosa battaglia.Il giudice, oggi procuratore della repubblica aggiunto a Firenze,ha partecipato a processi riguardanti gli esecutori della strage di Capaci, al processo sulla misteriosa uccisione del presidente del Banco Ambrosiano Roberto Calvi e al processo Mafia capitale.Tra tutto, il giudice, oltre a scrivere alcuni articoli per la Repubblica è l’autore di libri come “perché fu ucciso Giovanni Falcone”,”le faide mafiose nei misteri della Sicilia”, colletti sporchi”,”obiettivo Falcone”.

Nel suo intervento il giudice Tescaroli ha raccontato alcune storie dei 108 bambini vittime di attentati mafiosi : “108 ragioni che obbligano moralmente a ricordarli in questa giornata – ha spiegato il giudice -. Un modo per contrastare il crimine mafioso, che rappresenta un pericolo costante perché incide nelle regole basi della nostra democrazia. Dal 1994 ad oggi, ci sono state azioni serrate nei confronti della mafia, che non vanno dimenticate per gli effetti.Da 26 anni infatti  non ci sono state altre stragi terroriste eversive come la strage di Capaci e via d’Amelio. Stragi per le quali sono stati individuati gli autori delle organizzazioni mafiose. Colpevoli,sepolti in carcere con il 41 bis, ai quali di fatto viene impedita la comunicazione e i contatti con l’esterno.In questi anni, sono stati individuati e sequestrati veri e propri arsenali  di esplosivi .È bene che i cittadini sappiano che lo stato  c’è e ne devono percepire la presenza”.

Il giudice ha poi raccontato di episodi per i quali esiste la sentenza passata in giudicato  e di quegli eventi portati alla ribalta della cronaca, come “mafia capitale” : “La cultura è uno strumento per i giovani, che serve a loro per diventare uomini domani.La cultura rappresenta una  possibilità per far capire  alle giovani generazioni di cosa si sta parlando e poter scegliere da che parte stare con consapevolezza”.

Massima l’attenzione degli studenti, che alla fine dell’intervento hanno rivolto molte domande al giudice. Altrettante quelle fatte da giovani universitari e dagli adulti che, nel pomeriggio gremivano la sala consigliare di palazzo Tassoni.

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