18 Marzo 2019 14:20

USURA

Telefonino, whatsapp e assegni al vaglio dei carabinieri

Continuano le indagini a carico di Rubens Pizzo, arrestato sabato scorso: oggi sarà interrogata la presunta vittima


ROVIGO – Stanno venendo analizzati proprio in queste ore tutti i messaggi, su cellulare o su Whatsapp, le telefonate e i documenti di cui è stato trovato in possesso Rubens Pizzo sabato scorso, durante la perquisizione che si è svolta nella sua abitazione rodigina. Il noto imprenditore del mondo della notte, infatti, è finito agli arresti domiciliari sabato mattina con l’accusa di usura (LEGGI ARTICOLO), secondo l’indagine svolta dai carabinieri di Rovigo e coordinata dal Pm Sabrina Duò, che aveva portato all’arresto anche di un imprenditore ferrarese, residente a Goro, Pietro Gianella.

A inchiodare il re della movida polesana, sarebbero state le accuse di una 27enne imprenditrice nella zona bolognese, che avrebbe ricevuto da Rubens 60mila euro in cambio di una restituzione con interessi pari al 200%. Proprio la presunta vittima, la donna di 27 anni, sarà interrogata oggi pomeriggio dai carabinieri di Rovigo, a fronte dei risultati delle perquisizioni che avrebbero fatto trovare agli inquirenti alcuni contanti a casa dei due arrestati. Nella casa di Pizzo sarebbero stati rinvenuti degli assegni, mentre a casa di Gianella del denaro contante. I due, comunque, non operavano congiuntamente: solo il nome della vittima sarebbe comune.

Gli avvocati difensori di Pizzo, Michele Brusafetto e Dania Pellegrinelli, stanno ora studiando tutti gli atti e l’ordinanza di arresto, in cui si spiegano le motivazioni della misura cautelare emessa a carico di Pizzo, ovvero quella degli arresti domiciliari. Ancora da fissare, invece, la data per l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice.

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