19 Marzo 2019 14:54

IL PROCESSO

Strade avvelenate, Comuni polesani e Provincia si costituiscono parte civile

Domani a Venezia l'udienza contro le due aziende della bassa veronese accusate di aver nascosto rifiuti sotto l'asfalto


ROVIGO – Strade avvelenate in Polesine, domani inizia il processo. E parte civile si costituiranno i comuni polesani, venti, coinvolti dall’avvelenamento di “concret green”, conglomerato cementizio usato per nascondere rifiuti: Arquà Polesine, Badia Polesine, Calto, Canaro, Canda, Castelguglielmo, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Costa di Rovigo, Fratta Polesine, Gaiba, Giacciano con Baruchella, Melara, Occhiobello, Pincara, Salara, San Martino di Venezze, Stienta e Villadose, Trecenta.

Proprio per questo motivo è nato un coordinamento tra comuni, guidato da Trecenta e dal sindaco Antonio Laruccia, paese da dove iniziarono le segnalazioni dei cittadini spaventati da un via vai sospetto di camion. Non solo, parte civile si costituirà anche la Provincia di Rovigo, comunque ente colpito da questo disastro ambientale. Ci sono state varie riunioni per decretare una linea comune da seguire, con vari avvocati tra cui Giampaolo Schiesaro, già esperto di reati ambientali che aveva seguito il caso Enel. La posizione dei comuni, quindi, è quella di richiedere perizie idonee a certificare l’eventuale necessità di bonifica dei siti contaminati, e nel caso di bonifica che l’onere sia a carico di chi ha commesso il dolo, ovverto le aziende imputate.

Non è stato avvelenato in questo modo solo il Polesine, ma ben 120 comuni tra le province di Padova, Rovigo, Mantova, Modena, Ferrara e Bologna. L’inchiesta ha coinvolto due aziende della Bassa Veronese accusate di ricevere, trasportare e gestire abusivamente ingenti quantità di rifiuti, tra cui scorie e ceneri pesanti. Queste sostanze sono state usate per realizzare strade interpoderali in Veneto, Emilia Romagna e Lombardia.

 

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