22 Marzo 2019 14:18

TEATRO

Sogno di una notte di mezza estate: tutto esaurito al Sociale

Ovazione per lo spettacolo di Massimiliano Bruno, con Paolo Ruffini, Violante Placido, Augusto Fornari e Stefano Fresi


ROVIGO – Il destino invisibile e beffardo, che sfocia nella follia dell’amore. E della vita, completamente imprevedibile. Questo il vero protagonista dello spettacolo andato in scena ieri al Teatro Sociale di Rovigo, completamente sold out per l’occasione, “Sogno di una notte di mezza estate“, tratto dal romanzo di Shakespeare con la regia di Massimiliano Bruno.

Che il fato sia rappresentato da fili invisibili, o dall’allegro e giocherellone Puck (Paolo Ruffini), folletto agli ordini di Oberon (Augusto Fornari), in questo spettacolo si è voluto rappresentare proprio il nonsense della vita, in un’atmosfera onirica e intelligente, divertente e riflessiva.

Si parte dall’amore, il motore del mondo: c’è chi ama un mostro che vede bellissimo, chi ama un paggetto omosessuale ed è disposto a tutto pur di averlo, chi ama chi la rifiuta e la maltratta, chi cambia idea ogni giorno indeciso tra due dame, chi crede di poter amare ed essere ricambiato “perché la legge è dalla mia parte“, chi ama il proprio sogno di poter realizzare uno spettacolo teatrale seppur sgangherato. Da quì partono le varie storie che si intrecciano sul palco: quella delle coppie Lisandro – Ermia e Demetrio – Elena (impersonati da Sara Baccarini, Alessandra Ferrara, Antonio Gargiulo e Tiziano Scrocca), quelle del gruppo di artigiani aspiranti attori (Stefano Fresi, Rosario Petix, Zep Ragone, Dario Tacconelli e Maurizio Lops) e quelle delle fate e dei folletti, il sottobosco incantato della vita guidato dalla regina delle fate (Violante Placido).

Ovviamente nulla va come deve andare, con lo zampino del giocherellone Puck: gli incantesimi creano incomprensioni, i destini si ribaltano. E la vita si trasforma nel circo che è, anche nella realtà di tutti i giorni. Sul palco infatti l’atmosfera onirica si alterna a quella circense, disegnando un quadro divertente e sadico al tempo stesso, in salsa pop e rimodernizzato: Oberon omosessuale e pieno di paillettes, la regina delle fate una fiabesca versione dark di Lady Gaga, Puck, il narratore veritiero del grande circo della vita in piedi sul confine tra sogno e realtà. Divertenti e spassosi, poi, gli artigiani teatranti, inventori addirittura di un linguaggio tutto loro, che è subito stato adottato dal pubblico in sala. Il tutto arricchito da costumi e scenografie curatissimi, oltre che alle musiche coinvolgenti di Roberto Procaccini.

“Credo che questa rappresentazione – ha detto Ruffini fuori dalla scena -, abbia un’anima pop, che è la cosa più bella di Shakespeare. In realtà lui era molto pop e questo è un adattamento fedele, ma fedele anche alla sua anima che è quella più popolare”.

Originale e intelligente la rilettura di Shakespeare fornita da Massimiliano Bruno, anche grazie a un cast composto da veri fuoriclasse del teatro, che hanno saputo ammaliare il pubblico per oltre due ore. uno spettacolo assolutamente da vedere, piacevolissimo e coinvolgente, ricordando che si può riflettere e pensare anche divertendosi: in fondo, intrattenere non è il ruolo primario del teatro?

Caterina Zanirato

 

 

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