06 Marzo 2019 16:45

AMBIENTE

Sic, il giorno della verità per la pesca nel Delta

Oggi a Zagabria si discute il documento presentato dalla Regione Veneto con i pescatori per salvaguardare l'attività


PORTO TOLLE – “Oggi sarà il giorno-verità per l’area del delta del Po e per il distretto della pesca dell’Alto Adriatico. Sono fiducioso che mesi di studi e confronti tra i ministeri interessati (Ambiente e Agricoltura), le diverse regioni costiere e le associazioni professionali della pesca, nonchè l’attento lavoro svolto in modo partecipato nel coniugare tutela di delfini e tartarughe nell’habitat marino e sostenibilità delle attività economiche, potranno trovare accoglienza favorevole da parte delle autorità europee”. L’assessore all’agricoltura e pesca della Regione Veneto, Giuseppe Pan, condivide con le categorie del mondo della pesca l’auspicio che il vertice odierno di Zagabria possa accogliere in toto la proposta del Ministero dell’Ambiente sul Sito di Importanza Comunitaria (SIC) dell’Adriatico. Una proposta, costruita con un processo di partecipazione ‘dal basso’, volta ad applicare le direttive europee a tutela delle specie marine protette (il delfino dal naso a bottiglia, Tursiops truncatus e la tartaruga marina, Caretta caretta) e a salvaguardare le attività economiche legate alla pesca, evitando così l’avvio di eventuali procedure di infrazione da parte della Ue.

La Regione Veneto ha affidato al Ministero per l’Ambiente, una proposta di gestione ‘protetta’ della superficie marina di propria pertinenza, che riguarda 225 kmq al largo del delta del Po, tra le 6 e le 12 miglia dalla costa. L’area veneta è complementare all’area che fronteggia la parte emiliano-romagnola del Parco naturale del delta del Po e rientra nella più ampia proposta nazionale di tutela dell’ambiente marino del Mediterraneo, che interessa una superficie marina di circa 10 mila kmq coinvolgendo tutte le regioni costiere.

“La nostra è una proposta organica, costruita con un processo partecipato che ha trovato il consenso di tutte le organizzazioni della pesca e dell’acquacoltura – ricorda Pan – comprese quelle che operano nell’area del Delta del Po. Con i due ministeri e le altre regioni abbiamo concordato una posizione unitaria e indivisibile, a nostro avviso pienamente rispettosa delle regole ambientali di protezione previste dalla normativa comunitaria e al tempo stesso sostenibile per gli operatori del mare”.

“I nostri pescatori – avverte Pan – che sono stati attivi protagonisti nel processo di costruzione della proposta, sappiano che se non sarà accolta dall’Unione Europea, o se verrà richiesta una modifica anche parziale, verrà ritirata e si ripartirà da zero. Spero che le autorità europee recepiscano lo sforzo unitario e partecipato condotto dal nostro Paese per arrivare a definire confini e misure di tutela che siano effettivamente praticabili e rispettate”.

La proposta veneta, recepita nel documento nazionale oggi in discussione, articola le diverse misure di conservazione per l’area Sic al largo di Porto Tolle, suddividendole tra misure di autoregolamentazione e riduzione dell’attività di pesca attualmente in vigore (dal fermo pesca obbligatorio ai limiti orari e geografici per la pesca con rete) e nuovi obblighi da adottare per rispettare la presenza di delfini e tartarughe. Tra queste, il divieto di avvicinarsi volontariamente agli esemplari delle due specie protette, mantenere rotte rettilinee per i pescherecci, adottare accorgimenti per mitigare l’effetto delle attrezzature di pesca, vietare la pratica di windsurf, kitesurf, sci nautico, moto d’acqua e manifestazioni motonautiche.

Il documento impegna inoltre pescatori e gestori di impianti di acquacoltura ad adottare ‘buone prassi’ che facilitino la coesistenza tra specie protette e attività antropiche, come il conferimento delle tartarughe catturate involontariamente al centro di primo soccorso e recupero del Parco del delta del Po, l’utilizzo di dissuasori nelle imprese ittiche, progetti di formazione, monitoraggio degli spiaggiamenti, riduzione della plastica in acqua e sostegno a progetti di ricerca sui fattori che minacciano la presenza di tursiopi e tartarughe nelle acque adriatiche.

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