15 Marzo 2019 08:41

ADRIA

Scuola di Baricetta, Barbujani su tutte le furie: “Ho cercato di salvarla”

L'ex sindaco rimanda le accuse al mittente: "Si può ancora lottare"


ADRIA – Sulla scuola di Baricetta interviene anche l’ex sindaco di Adria, Massimo Barbujani, che si sente tirato in causa dal comitato La matita di Teresa. “Se l’amministrazione precedente, attraverso i suoi rappresentanti, non perdeva occasione per ribadire pubblicamente l’inevitabile chiusura di Baricetta... Questo è quanto viene sostenuto dal Comitato “La matita di Teresa” nel suo ultimo comunicato apparso, in questi giorni, nella stampa locale. In nessuna seduta pubblica, in nessun incontro politico-amministrativo, in nessun documento l’amministrazione da me guidata ha paventato, affermato o supportato la chiusura della scuola Primaria “Madre Teresa di Calcutta” della frazione di Baricetta. Nel corso dei miei mandati, io stesso, in collaborazione con la Direzione dell’Istituto Comprensivo Adria Due, ho organizzato incontri aperti alla cittadinanza alla presenza del compianto Dirigente Reggente Dottor Luigi De Perini e, successivamente, del Dirigente Reggente Dottor Fabiano Paio in veste anche di Consigliere Comunale con delega all’Istruzione”.

Non ci sta, l’ex primo cittadino, ad essere additato: “Più volte, appoggiato sia dal Dottor De Perini e, in seguito, dal Dottor Fabiano Paio ho chiesto e ottenuto di incontrarmi con il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Dottor Andrea Bergamo, per parlare della situazione del Plesso e perorare l’importanza della scuola per l’intera comunità di Baricetta. Spiace constatare che attacchi e accuse rivolte al governo delle amministrazioni da me guidate non considerino una grande realtà: in nove anni la scuola è riuscita a sopravvivere nonostante la continua diminuzione delle iscrizioni e le richieste di trasferimento ad altre sedi espresse da alcune famiglie. Se la mia compagine politica avesse avuto reale intenzione di chiudere la scuola, lo avrebbe sicuramente, e senza grosse difficoltà, fatto. A suffragare tale affermazione basti pensare al percorso politico, piuttosto semplice, che negli anni ’90, in presenza di maggiori risorse economiche, a livello di bilanci, e umane, relativamente alla natalità, condusse alla chiusura dei Plessi di Fasana e di Ca’ Emo”.

Per quanto concerne, invece, i continui rimandi al passato espressi dall’attuale Sindaco Omar Barbierato, Barbujani replica: “Il Sindaco evidenzia di aver effettuato, in pochi mesi, quanto non svolto in nove anni sopperendo, così, a suo dire, a gravi mancanze delle mie amministrazioni. Nell’affermare ciò, si riferisce alla promessa di garantire il trasporto alle famiglie residenti a Valliera, Ca’ Emo, Fasana in direzione Baricetta, permettendo così l’iscrizione e la frequenza dei loro bambini presso la Scuola Primaria di Baricetta. Ebbene chiedo al Sindaco su quali basi ha ritenuto opportuno offrire tale servizio. Tale promessa nasce forse da un’esigenza espressa dall’utenza? A giudicare dal vero e proprio “flop” della sua proposta, direi sinceramente di no. Nessuna famiglia di Baricetta, di Ca’ Emo, di Valliera o di Fasana ha ritenuto di iscrivere il proprio figlio presso la Scuola di Baricetta”.

E conclude: “Quindi il Sindaco propone un servizio che non rientra tra le esigenze di un’utenza che, nell’esercizio dei propri diritti, in base a specifici bisogni nei confronti delle quali non mi permetto minimamente di discutere, decide, com’è nelle sue facoltà, di iscrivere i propri figli presso altre strutture. In effetti, in passato, nessuno aveva inoltrato, presso l’Ufficio Scolastico amministrativo, alcuna richiesta in tal senso; forse proprio per questo io non ho mai promesso un servizio che non mi è mai stato richiesto e che, a quanto pare, non è richiesto neppure ora. A dirla tutta, in compenso la mia amministrazione, dinanzi alle richieste di una famiglia incapace, per gravi e motivate difficoltà, di garantire il trasporto del proprio figlio e, quindi, la frequenza scolastica, non avrebbe atteso dieci giorni, e soprattutto un brutto articolo apparso sulla stampa, per risolvere il problema. Senza ombra di dubbio, regolamento o non regolamento, nell’arco di ventiquattro ore, sarebbe stata in grado di fornire il servizio provvisorio di scuolabus ad un bambino di nove anni garantendo, cosa doverosa per un amministratore, l’assolvimento dell’obbligo scolastico”.

Questi, quindi, il lascito di Barbujani: “Allo stato attuale la scuola di Baricetta funziona regolarmente; nessuno, almeno che io sappia, è intenzionato alla sua chiusura. Si può ancora lottare per mantenere in vita un servizio che tanto ha dato e che tanto può dare alla comunità. Una scuola che ha saputo sempre essere al passo con i tempi, accogliente e innovativa nelle sue proposte didattiche. Si pensi, in particolar modo, all’attività della serra, vera e propria espressione di esercizio e sviluppo di competenze linguistiche, matematiche, scientifiche ma anche sociali e di cittadinanza. Ma per intraprendere un serio e costruttivo percorso è indispensabile un dialogo aperto, un confronto e, soprattutto, una grande collaborazione nel rispetto dei propri ruoli e delle rispettive competenze. Una sinergia, un’unione di forze che non può trovare il suo collante nella critica esacerbata e nel rimando al passato; un passato che, ribadisco, ha reso possibile la sopravvivenza della scuola di Baricetta”.

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