16 Marzo 2019 19:51

IL CASO

Scioperi per il clima? I docenti non accettano la giustificazione

La segnalazione di Sinistra Italiana per alcune scuole polesane


ROVIGO – Arriva l’allarme di Sinistra Italiana: alcune scuole superiori polesane, questa mattina, non avrebbero accettato come giustificazione per l’assenza di ieri degli studenti la motivazione “sciopero” . Pare infatti, secondo un comunicato del partito, che alcuni dirigenti scolastici, o docenti, non avrebbero intenzione di accettare la giustificazione per aver presenziato alla manifestazione che si è svolta ieri mattina nel centro di Rovigo.

“Quella di venerdì è stata una straordinaria giornata di consapevolezza, mobilitazione e denuncia rispetto al problema numero uno che i cosiddetti millennians devono affrontare: quello del clima e di un uso  compatibile delle risorse con l’ambiente – spiega Mirko Bolzoni, di Sinistra Italiana -. Lo hanno fatto in tanti giovani e lo hanno fatto astenendosi dalle lezioni,aderendo a quello che abbiamo sempre chiamato sciopero e che, anche in termini semantici, si esercita quando non si va a lavorare”.

“Apprendiamo – scrivono in una nota – che qualche preside zelante  non abbia intenzione di accettare come giustificazione ”sciopero” l’assenza di venerdì. Ci chiediamo in cosa consista quella straordinaria assenza dalla classe se non in un vero e proprio sciopero. Se quello di venerdì non fosse stato uno sciopero ci dovremmo chiedere cosa siano stati alcuni esempi di protesta nella storia dell’umanità che sono andati sotto il nome di sciopero: da quello del sale di Gandhi da cui scaturì la famosa marcia, a quello dei bus, attuato dalla popolazione nera a Montgomery, per non dimenticare, poi, lo sciopero al contrario promosso da Di Vittorio negli anni ’50 per sottolineare la necessità di opere pubbliche in relazione al livello di disoccupazione”.

“Insomma ci pare che di elementi per ringraziare la responsabilità delle ragazze e dei ragazzi che sono scesi in piazza venerdì ce ne siano molti. Se non vogliono farlo, i presidi, evitino almeno di creare problemi di carattere disciplinare. I ragazzi hanno interrotto i loro studi per fare uno sciopero per il proprio futuro: se ne prenda atto e si comunichi alle Prefetture agli Uffici Scolastici  il numero degli assenti, perché si tratta di un fatto politico, e come tale va trattato”.

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