14 Marzo 2019 16:32

BADIA POLESINE

Salvate i tigli di via Diodato Massimo

Questo l'appello dei cittadini all'amministrazione


BADIA POLESINE – I cittadini di Badia Polesine non accettano che vengano abbattuti i 30 tigli in via Diodato Massimo. “Non conosciamo le motivazioni che avrebbero portato l’amministrazione comunale di Badia Polesine a predisporre il taglio dei bellissimi e maestosi Tigli, ma chiediamo all’amministrazione di fermarsi e agire solamente quando ci sarà l’assoluta certezza che quelle piante siano effettivamente pericolose per l’incolumità pubblica”. Queste le parole di Corrado Carone e Claudio Vallarini, due cittadini badiesi che hanno deciso di scrivere all’amministrazione comunale per salvare i tigli dalla loro tragica sorte.

I tigli infatti sono una memoria storica di Badia: “Quegli alberi appartenevano al “Campo Sperimentale n. 13” dell’Istituto Nazionale di Cerealicoltura fondato da Nazzareno Strampelli e Cirillo Maliani – spiegano i cittadini -. In questo campo  i nostri genitori andavano ad impollinare il Frumento per sperimentare le varietà ideate dai due insigni genetisti agrari”.

Per Carone e Vallarini sarebbe molto meglio curare queste piante, piuttosto che abbatterle. “In questa città si preferisce più spesso tagliare le piante che curarle. Soldi ce ne sono sempre pochi, è a tutti noto, ma ci chiediamo per quale motivo verrebbero tagliati i tigli di via Diodato Massimo, che a nostro parere non disturberebbero nessuno, e si lascino invece gli alberi a ridosso del ponte sull’Adige, che impediscono la visibilità a chi vuole attraversare le strisce pedonali. Valga come esempio, tra i tanti, il taglio dei cinque tigli in viale della Stazione, l’ultimo dei quali, sanissimo e di 60 anni, venne abbattuto nel 2014. Quel tiglio venne tagliato sotto la pioggia battente e con il ribrezzo degli stessi operai, i quali si vergognavano di abbattere un albero sano per realizzare una pensilina per biciclette ecologiche”.

“E’ triste quello che sta succedendo – proseguono -, noi ci impegniamo a piantare alberi ovunque per fronteggiare la desertificazione del paesaggio, probabilmente siamo ottusi e miopi come hanno scritto sui giornali, ma non riusciamo però a comprendere quelli che (semplici cittadini o amministratori pubblici), “abbattono” gli alberi della nostra Comunità… quantomeno non prima di aver provato a curarli e salvarli. Questo viale, oltretutto, sarebbe l’unico integrale da quando fu piantato”.

La richiesta dei cittadini è chiara: “salviamo i tigli”. E se proprio le autorità competenti decidessero di autorizzarne l’abbattimento, chiedono che al posto delle piante tagliate ne vengano collocate altre della stessa specie e di almeno 10 anni di età.

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