22 Marzo 2019 07:00

PROVINCIA DI ROVIGO

Polesine, turismo in crescita: boom dei bed & breakfast

Oltre un milione e mezzo di presenze annue grazie a natura, festival e mostre


VENETO – “Anche l’anno scorso, rispetto al precedente, pur registrando qualche arretramento in alcuni comprensori, il bilancio numerico del turismo nel Veneto si chiude ancora una volta con il segno più, sia alla voce arrivi, +2,2%, sia alla voce presenze, +0,22″. Partendo da questa positiva riflessione l’assessore veneto al turismo, Federico Caner, illustra i dati definitivi del 2018, raccolti ed elaborati dall’Ufficio di Statistica regionale, sull’andamento turistico della regione numero uno in Italia nell’industria dei viaggi e vacanze.

“Reduci da un continuo crescendo sfociato nel 2017 in primati difficilmente ripetibili i dati del 2018 confermano pienamente la forte capacità attrattiva del Veneto: ritoccato in rialzo il numero dei visitatori, che superano i 19,5 milioni, grazie all’aumento di arrivi sia stranieri (+1,8%) che italiani (+2,8%), è stato consolidato quello delle notti da loro trascorse nelle strutture ricettive, oltre 69 milioni, con l’aumento di italiani (+1,6%) che compensa la leggera flessione di stranieri (-0,4%)”.

Ed anche Rovigo, con il suo splendido Delta e le sue mostre in città come quelle di Palazzo Roverella – senza contare tutte le interessanti iniziative che tutto il territorio polesano sta offrendo di anno in anno, alcune su tutte “Rovigoracconta” e “Voci per la Libertà” – pur con dati sensibilmente più piccoli rispetto alle altre grandi città turistiche come Venezia e Belluno, riesce a trainare il Veneto rendendola una delle regioni italiane più visitate, sia da connazionali che da turisti stranieri.

Il capoluogo polesano, insieme a tutto il suo territorio, conta infatti 1.523.337 presenze annue, tra cui 304.913 arrivi. Il dato più interessante e in forte crescita è quello legato all’utilizzo degli agriturismi, sia come ristoranti che come strutture in cui alloggiare. Realtà in forte crescita, gli agriturismi sembrano essere strutture molto attrattive per i nostri turisti, che molto probabilmente ne prediligono la cordialità  e la semplicità, anche perchè spesso si trovano immersi nella natura.

Ad apprezzare di più il territorio polesano sembrano essere proprio i connazionali: si registra infatti un aumento dello 0,4% di presenze turistiche italiane nella nostra città, rispetto all’anno precedente. E questo non può che essere se non un vanto per Rovigo, da sempre considerata la Cenerenola del Veneto.

“Dall’elaborazione di questi dati deriva la necessità di continuare a investire in termini di idee e creatività, di innalzamento qualitativo delle strutture e dei servizi, soprattutto negli ambiti più maturi della nostra offerta, come il mare, appunto, ma anche la montagna, che pure ha fatto segnare nel 2018 un aumento del 4,4% degli arrivi e una sostanziale tenuta nelle presenze, e che nella sola stagione invernale, grazie alle abbondanti nevicate dello scorso anno, ha registrato un +12,9% di arrivi e un +6,7% delle presenze. In altre parole, proprio i prodotti più tradizionali dell’offerta veneta sono anche quelli che si devono misurare con una concorrenza più ampia e più forte e risultano pertanto più vulnerabili: sta a noi saperci rinnovare con continuità”.

“Un’importante prerogativa del Veneto – sottolinea l’assessore – è la sua sempre più evidente capacità di catalizzare l’interesse dei mercati internazionali: quasi il 70% delle presenze totali, infatti, sono straniere. I tedeschi, pur segnando un calo, rimangono i clienti stranieri più affezionati e numerosi (15,6 milioni di presenze, quasi un quarto del dato complessivo), seguiti a notevole distanza da austriaci (3,8 milioni) e inglesi (2,6 milioni). Ottime le performance per quanto riguarda gli americani (+14,1% di presenze), cinesi (+5,2%) e russi (+7,9%)”.

Queste elaborazioni statistiche certificano, quindi, un’attitudine che si sta manifestando ormai da qualche anno: la continua e progressiva riduzione dei più lunghi soggiorni in occasione delle classiche ferie estive, sostituiti da vacanze brevi in località e in periodi diversi. In altre parole, siano vacanze di scoperta o di svago, culturali o avventurose, attive o riposanti, sportive o enogastronomiche, oppure un mix di queste, la tendenza è quella di diversificare le uscite, quasi privileggiando la classica “gita fuori-porta”, ricercando mete e fattori stimolanti  e  sempre diversi.

“In ultima analisi – conclude Caner – il Veneto del turismo ha la consapevolezza sia dei suoi punti di forza sia delle insidie che possono, anche repentinamente, mutare l’attuale scenario favorevole. Obbligatorio è non stare fermi e non accontentarsi, ma continuare a indagare i modi attraverso i quali gran parte degli uomini intende soddisfare i bisogni atavici di viaggiare e di conoscere”.

Messaggio davvero incoraggiante quello dell’assessore, che porta inevitabilmente ad una riflessione: ciò che può valorizzare ancora di più il nostro territorio sono i prodotti tipici e gli elementi caratteristici che ci distinguono e che ci rendono competitivi rispetto a tutti gli altri. Ricordiamo, infatti, che il Polesine è una terra legata a forti tradizioni gastronomiche ed artigianali, scrigno indiscusso di bellezze architettoniche come le ville d’epoca, senza contare le maestose Valli del Delta che conta esemplari di fauna e vegetazione davvero invidiabili. A chi non è mai capitato di emozionarsi guardando la foto di un airone in volo sulle valli o quella di un tramonto sconfinato dove il sole sembra tuffarsi nel mare e dipingerlo di colori indescrivibili? Con ricchezze così preziose sparse sul territorio rodigino, non possiamo far altro che sposare il monito di Carner: “non dobbiamo mollare la presa”.

E da polesani doc, innamorati ed orgogliosi della nostra Terra, non lo faremo di sicuro.

Martina Romagnolo

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