13 Marzo 2019 15:53

IL CASO

Perizia choc per Eleonora: “Vivrà di meno, diminuite il risarcimento”

La bimba era nata tetraplegica per cause imputate a errori in sala parto: le assicurazioni richiedono i soldi versati


VENEZIA – Non c’è pace per la famiglia di Eleonora, che non solo deve sopportare la crudeltà del fato, che ha voluto che a causa – secondo le sentenze finora emesse – di alcuni errori in sala parto la piccola nascesse tetraplegica, ma anche i ritardi burocratici nel versamento del risarcimento dell’Ulss 5 polesana previsto dal tribunale. Tutto sembrava essersi concluso con la liquidazione, avvenuta dopo che il caso era finito anche in Parlamento e sulla trasmissione Le Iene (LEGGI ARTICOLO). E invece no: arriva anche l’insensibilità delle assicurazioni. Oggi, mercoledì 13 marzo, in sede di Appello, la cui udienza è stata celebrata a Venezia davanti alla quarta sezione civile, la difesa delle assicurazioni ha presentato una consulenza che certifica che Eleonora, nelle sue condizioni, avrebbe un’aspettativa di vita inferiore alle sue coetanee e quindi avrebbe diritto a un indennizzo più basso.

In poche parole, Am Trust Europe Limited e Lloyd’s, che erano state chiamate a versare 5,1 milioni di Euro all’Ulss 5 Polesana per risarcire la famiglia di Eleonora, ora affermano che visto che la piccola morirà prima di una persona normodotata non avrebbe diritto all’intera somma. La loro tesi è che l’aspettativa di vita della bimba sia di 10, al massimo 20 anni e che quindi non serva un maxi risarcimento per sostenere le spese di cure e mantenimento.

Il difensore della famiglia di Eleonora, Mario Cicchetti, commenta così la perizia choc: “Secondo i massimi luminari interpellati nel corso del giudizio civile di primo grado e del parallelo processo penale, la vita di Eleonora sarà lunga tanto quanto quella delle sue coetanee. E non così breve come vorrebbero far credere le difese”. Ora i giudici si sono riuniti per decidere se ammettere la perizia prodotta dalle assicurazioni.

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