04 Marzo 2019 18:03

POLITICA

Pd, torna l’entusiasmo. A Rovigo non ci saranno “primarie divisive”

Il segretario provinciale e le varie circoscrizioni comunali analizzano i dati, preparando una strategia per il Comune capoluogo


ROVIGO – Il giorno dopo le primarie del Pd è tempo di bilancio: l’affluenza alle urne (cinquemila votanti in Polesine) e il risultato espresso (un plebiscito per Zingaretti con il 78% dei voti) sono segnali che gli iscritti al partito di ogni sezione stanno analizzando, per ripartire con il piede giusto in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

Primo tra tutti il Pd provinciale: “Queste primarie sono state un grande successo per il Pd – spiega Giuseppe Traniello Gradassi, segretari provinciale del Pd-. I dati di Rovigo e provincia sono in linea con quelli nazionali. Zingaretti vince a man basse. Per quanto riguarda l’affluenza, credo che sia un segnale: ha votato la base, gli elettori del centro sinistra non iscritti al Pd: c’è bisogno di unitarietà e di un segretario che ascolti tutti i contributi che una persona può dare, senza litigi per il potere. Il territorio ha dato forti segni di risveglio in qualche località in cui credevamo di essere carenti. Invece queste elezioni hanno dimostrato che c’è ancora entusiasmo e voglia di fare, al di là dei dirigenti di partito. L’Italia sta subendo dal governo una situazione critica, Rovigo ha subito un sindaco assolutamente insufficiente e negativo per tutto il territorio, è indubbio che c’è una richiesta di reazione, che c’è stata anche con la manifestazione di Milano dell’altro giorno. Ed è questo che dobbiamo fare a Rovigo con le prossime elezioni amministrative: difendere il nostro territorio e i nostri cittadini”.

La domanda quindi sorge spontanea: come si candiderà il Pd alle prossime elezioni comunali di Rovigo? “Non sarà più una competizione centrosinistra contro altre forze, ma chi vuole una crescita del nostro Paese e dell’Europa contro chi sta distruggendo ogni cosa – risponde Traniello Gradassi -. E’ indispensabile che il Pd si presenti compatto alle prossime elezioni per essere capito dai propri elettori. Non abbiamo problemi di programma e persone, ma abbiamo la necessità di presentarci uniti e coerenti. Il confronto interno al partito comunale è iniziato, ci stiamo trovando per parlarne: se sarà necessario faremo le primarie, se non sarà necessario non le faremo. Sicuramente non faremo primarie divisive”.

E proprio la protagonista delle scorse primarie comunali del Pd, Nadia Romeo, invia una nota di commento alle elezioni di domenica: “E’ stata una giornata di grande festa per tutta la comunità democratica – dichiara Nadia Romeo con Virna Riccardi -. Abbiamo lavorato per giungere a questo risultato così importante in termini di partecipazione. A Rovigo, dopo che siamo riusciti a mandare a casa Bergamin e la Lega, è tornata la voglia di primavera. Ora più che mai è indispensabile dare seguito alla nostra azione, forti delle energie positive che domenica hanno affollato i nostri seggi e a un segretario, Nicola Zingaretti che fin dalle prime dichiarazioni ha chiarito bene come non sia più il tempo di ambiguità, divisioni e tatticismi. Il risultato di domenica ci dice che i passi compiuti sono quelli giusti: ora tocca a noi, insieme a tutti i cittadini, restituire a Rovigo un governo alla sua altezza”.

Soddisfatto anche il Pd di Adria: “Alle Primarie di Domenica 4 marzo hanno votato complessivamente 344 adriesi i quali hanno scelto, a larga maggioranza, il candidato alla Segreteria del Partito Democratico Nicola Zingaretti, con 233 voti, davanti a Maurizio Martina, con 80 voti, e Roberto Giachetti, 29 voti – dichiara Federico Cuberli -. Il voto è stato molto partecipato e i volontari scrutatori, Ballo Pierpaolo, Bellini Niccolò, Cuberli Federico, Franzoso Gianni, Greggio Sara, Ortu Sara, Shoul Jahan e Zambon Edoardo sono stati impegnati dalle 8.00 alle 20.00, con un’affluenza costante di elettori, superiore alle aspettative”.

“Il voto di domenica rappresenta un nuovo inizio – conclude il partito adriese -. Negli ultimi anni numerosi elettori e militanti si sono allontanati sentendosi traditi e non rappresentati. Ieri, molti di questi elettori sono tornati a esprimere il loro voto alle primarie, dimostrando il desiderio di cambiamento e la necessità e urgenza di contrapporsi al governo attuale. Dopo il voto di ieri, siamo investiti di una grande responsabilità che è quella di non deludere le aspettative di chi ci ha riconfermato la sua fiducia. Dobbiamo lavorare tutti insieme per tornare a essere interlocutori per il mondo del centro sinistra e la società civile e per quanti sono sfiduciati e si astengono dal voto, dimostrando di avere idee e progetti concreti per rilanciare l’Italia. Un ringraziamento speciale va agli scrutatori e a quanti si sono impegnati per rendere possibile quel grande esempio di democrazia partecipata che sono le primarie”.

Soddisfazione anche a livello regionale, con il consigliere Graziano Azzalin: “Con una partecipazione così vasta e un risultato altrettanto netto, il Partito Democratico può voltare pagina, mettendosi alle spalle una stagione di riforme farlocche e un’altra di opposizione a suon di pop corn. Il centrosinistra si sta rialzando e il PD deve essere il punto di riferimento, facendo opposizione vera a un governo fin qui disastroso. Ma occorre essere chiari e conseguenti: le parole non bastano, servono azioni concrete. Questo voto esprime una voglia di cambiamento che dobbiamo saper declinare anche in chiave locale. Sul piano amministrativo, in vista delle prossime elezioni, è necessario costruire una larga e coesa coalizione attorno a un programma solido e condiviso, per andare oltre la nefasta esperienza Bergamin e allontanare le sirene leghiste che si presenteranno sotto bandiere che non hanno niente a che vedere con gli interessi di Rovigo. L’inconcludenza amministrativa ha acuito i problemi della città, il Pd dimostri di essere una forza aggregante e non escludente, la stagione dell’autosufficienza è finita. E da Rovigo può partire un segnale che sia di buon auspicio anche per le elezioni che si terranno in numerosi comuni polesani”.

Caterina Zanirato

 

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