05 Marzo 2019 09:28

AMBIENTE

Pd, Iic e Rifondazione a fianco dei sindaci che si costituiscono parte civile

Presa di posizione della politica sull'inchiesta delle 9mila tonnellate di veleni sotterrate lungo le strade polesane


ROVIGO – “L’interramento di rifiuti speciali sotto le strade di mezzo Polesine è l’ennesima emergenza ambientale del Veneto: quali controlli ha intenzione di fare la Regione?”. La richiesta è contenuta in un’interrogazione dei consiglieri Andrea Zanoni e Graziano Azzalin (Partito Democratico), insieme alla collega Patrizia Bartelle (Iic), che parte dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Venezia, secondo cui lungo le strade della provincia di Rovigo sarebbero state sotterrate addirittura 9mila tonnellate di veleni come nichel, cromo, piombo e cloruro. Rifiuti contenenti sostanze pericolose utilizzati per realizzare strade interpoderali anche in altre zone del Veneto, oltre a Emilia Romagna e Lombardia.

“Dalle indagini è emerso un sistema diffuso di illegalità per lo smaltimento dei rifiuti – spiegano i consiglieri – . È l’ultimo episodio di una lunga lista. Purtroppo, al di là delle dichiarazioni dell’assessore Bottacin che continua a ripetere come un disco rotto che altre Regioni sono messe peggio, il Veneto si conferma la ‘Terra dei fuochi’ del Nord, come evidenziato anche dal rapporto Ecomafie di Legambiente, con particolare riferimento agli incendi degli impianti o capannoni in cui vengono ammassati rifiuti la cui provenienza è sconosciuta e che vengono poi date alle fiamme”, aggiungono i tre consiglieri.

“Quali sono le sostanze contenute nei materiali utilizzati per la realizzazione dei sedimi? – chiedono ancora con riferimento all’ultima inchiesta – L’occultamento sotto le strade sta diventando il sistema di smaltimento più utilizzato in Veneto. Gli esempi sono numerosi: Autostrada Valdastico Sud, Terza Corsia autostrada A4, Parcheggio P5 aeroporto Tessera, Viale della Serenissima a Treviso.  La Regione non può limitarsi a congratularsi con gli inquirenti, deve intervenire sul fronte delle analisi, a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini e con maggiori controlli. Vanno studiati provvedimenti efficaci per evitare che le discariche in Veneto siano le nostre strade. Fingere che non ci sia alcuna emergenza non porta da nessuna parte. Siamo a fianco dei sindaci che hanno annunciato di volersi costituirsi parte civile nell’eventuale processo a carico degli inquinatori. Zaia segua il loro esempio”.

Sulla questione ha preso posizione anche Rifondazione Comunista – Sinistra Europea. “Chiediamo agli enti locali di fare il loro dovere in difesa dei cittadini, per la salvaguardia del territorio e del clima – scrive Diego Foresti -: costituendosi come parte civile nei procedimenti in corso relativi a strade e fanghi avvelenati; opponendosi a investimenti che puntano a rovinare la salubrità del nostro territorio; monitorando la qualità dei suoli, dell’aria e delle acque e delle patologie da inquinamento; ponendo la tutela dell’ambiente e della salute al centro della propria azione amministrativa, potenziando i servizi ispettivi di controllo del territorio e dell’ambiente come Arpav, Asl, Polizia locale e provinciale, ex forestale, carabinieri, magistratura, etc. Da parte nostra poi c’è il plauso al lavoro svolto dal ex Corpo Forestale dello Stato, che ancora una volta ha dimostrato di saper svolgere un ruolo eccellente di contrasto ad una criminalità ambientale con cui alcuni soggetti di altre istituzioni vanno a braccetto”.

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