12 Marzo 2019 10:47

SANITA'

No vax fuori dalle scuole: in Polesine nessun bimbo ha perso le lezioni

Chi non è vaccinato non può frequentare l'asilo, mentre per le scuole dell'obbligo è prevista una sanzione


ROVIGO –  Lunedì 10 marzo è scaduto il tempo per la consegna dei documenti che attestano l’avvenuta vaccinazione dei propri figli a scuola. Nel capoluogo e nel resto della provincia di Rovigo non sono state rilevate criticità nelle varie scuole di ogni ordine e grado per gli alunni non in regola con le vaccinazioni. Nessun bimbo della scuola dell’infanzia, in particolar modo, è rimasto fuori perché non accettato alle lezioni. E nessun genitore ha protestato o fatto scenate.

Nessuna proroga. I genitori “no vax” hanno evidentemente lasciato a casa dall’asilo i loro bambini. Per gli alunni dai 0 ai 6 anni la legge prevede che se non in regola con le vaccinazioni non possano frequentare le lezioni. Mentre per gli alunni fino ai 16 anni la famiglia paga solo una sanzione da 100 a 500 euro se i figli non sono in regola con i vaccini. All’ufficio scolastico territoriale non sono giunte dai presidi degli istituti scolastici polesani segnalazioni particolari di protesta dalle famiglie. E i dati dell’azienda sanitaria polesana Usl 5, guidata dal direttore generale Antonio Compostella, confermano che in Polesine c’è una copertura vasta per quanto riguarda il vaccino dell’antitenanica presa come vaccino guida.

“Per l’antitetanica gli inadempienti totali dai 0 ai 16 anni sono 64, di cui 43 da 0 a 6 anni – spiega in una nota l’Usl 5 – Molti inadempienti ad una o più vaccinazioni hanno iniziato un percorso vaccinale, seppure a rilento per cui le coperture vaccinali per le vaccinazioni obbligatorie nel nostro territorio superano il 96 per cento”.

Ciò significa che, con tutta probabilità il decreto vaccini inizia a fare effetto.  Decreto che ha portato il numero di vaccinazioni obbligatorie nell’infanzia e nell’adolescenza in Italia da quattro a dieci. L’obiettivo è quello di contrastare il progressivo calo delle vaccinazioni, sia obbligatorie che raccomandate, in atto dal 2013 che ha determinato una copertura vaccinale media nel nostro Paese al di sotto del 95 per cento. Questa è la soglia raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”, per proteggere, cioè, indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non possono essere vaccinati.

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