03 Marzo 2019 16:44

COMUNE DI ROVIGO

“Bergamin non è stato il sindaco della Lega, ma un traditore”

L'accusa di Fabio Benetti, Luca Gabban, Andrea Denti, Giancarlo Andriotto, Stefano Raule, Nicola Marsilio


ROVIGO – Fabio Benetti, Luca Gabban, Andrea Denti, Giancarlo Andriotto, Stefano Raule, Nicola Marsilio sono i sei consiglieri, ora sotto procedimento disciplinare da parte della Lega, per aver firmato per la caduta del sindaco Massimo Bergamin. Dopo varie accuse di tradimento, hanno deciso di rispondere motivando il loro comportamento: “In quanto uomini, prima che Leghisti, abbiamo dei principi e non li accantoniamo. Valgono sempre e comunque – affermano i sei -. E’ per questo che come gruppo consiliare del Comune di Rovigo della Lega abbiamo, a malincuore, deciso di interrompere l’imbarazzante teatrino del “sindaco re” di Rovigo Massimo Bergamin. L’ex primo cittadino si è dimostrato traditore dei valori di lealtà e condivisione, propri del nostro partito, la Lega”.

I consiglieri proseguono alzando il tono: “Non si è dimostrato un sindaco della Lega dal momento in cui ha sempre rifiutato il confronto con i consiglieri e con la base e ha assunto iniziative personali e discutibili come, fatto più unico che raro, consegnare le due società partecipate di maggior valore strategico e operativo a persone che del trasformismo hanno fatto bandiera. Nessun giudizio personale sulle capacità dei singoli, nominati dall’ex sindaco di Rovigo, ma un severo giudizio politico su chi, anche in campagna elettorale nel 2015, si è trovato a fare accordi con il Pd, per poi ritrovarsi, nominati da Bergamin, senza condivisione alcuna con il partito, al vertice delle partecipate per mettere in atto quegli accordi pre elettorali probabilmente sottoscritti con il Pd. Perché?”.

Secondo i consiglieri “L’ex sindaco ha creato imbarazzo alla politica della Lega a livello provinciale, tradendo il lavoro fatto dal partito nel mettere insieme un gruppo di sindaci del territorio, Adria per esempio, su questioni politiche strategiche di importanza regionale, l’acqua, con un voltafaccia all’ultimo minuto, suggerito proprio da i suoi “nuovi” consiglieri amici. Sul tema dei rifiuti idem: 18 mesi con la schiena dritta e poi… un clamoroso voltafaccia a tutto e tutti senza alcuna condivisione e senza nessuna giustificazione. Nomine: mai discusse. Programmazione: ignorata. Condivisione: assente. Dialogo: inesistente.
Essere lo zimbello più volte a livello italiano grazie ad un sindaco Re non è una condizione da augurare a nessun militante che con umiltà e sacrificio vorrebbe portare avanti i valori della Lega sul territorio”.

E concludono: “Massimo Bergamin insomma, non avendo seguito e non seguendo le indicazioni del partito non può essere considerato un sindaco di partito. Bergamin nei fatti non è stato un sindaco della Lega. Tra l’essere ricordati come i consiglieri che sostengono Massimo Bergamin o i consiglieri fedeli ai valori della Lega, noi abbiamo scelto il partito“.

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