01 Marzo 2019 07:51

INAUGURAZIONE

Libraccio apre a Rovigo: “Abbiamo scelto una città piccola, ma piena di vita”

Intervista a Edoardo Scioscia, socio fondatore del gruppo indipendente che conta 47 librerie in tutta Italia: ecco come vincere la concorrenza


ROVIGO – Libraccio, gruppo indipendente che conta 46 librerie in tutta Italia, sceglie Rovigo per aprire il suo 47esimo punto vendita. Oggi, sabato 2 marzo, aprirà i battenti la nuova libreria in corso del Popolo, sotto palazzo Ina esattamente dove un tempo sorgeva lo storico negozio di abbigliamento Ca’ Venezze. Si tratta di un punto vendita di 180 metri quadrati che verranno popolati con 25mila volumi e dove nuovo e usato andranno a braccetto così come vuole la consolidata formula delle librerie Libraccio, che sta spopolando in tutta Italia.

In attesa dell’inaugurazione ufficiale, che avverrà il 9 marzo con festeggiamenti e un ospite d’onore (alle 16) quale Romano Montroni, Presidente del Centro per il Libro e la Lettura, abbiamo intervistato il socio fondatore e amministratore del gruppo Libraccio, la libreria indipendente più grande d’Italia, che ormai ha conquistato 7 regioni e conta 475 dipendenti. Si chiama Edoardo Scioscia ed è proprio grazie a lui e un gruppo di amici universitari se 40 anni fa è nato questo esperimento che si è poi trasformato in un business da record.

Libraccio si è contraddistinto nel panorama italiano grazie alla sua formula vincente di vendere libri vecchi e nuovi, comprando i libri usati dagli stessi utenti. Come nasce questa idea?
“Libraccio nasce grazie a un gruppo di amici universitari, ormai 40 anni fa. Nel 1979, infatti, io, Silvio Parodi, Tiziano Ticozzelli e Piero Fiechter stavamo studiando all’università, quando al mercatino dei libri di piazza Vetra a Milano c’è balenata un’idea in testa. Perché non aprire un negozio di testi scolastici usati, per favorire gli studenti che non potevano sostenere l’intera spesa dei libri? Così abbiamo aperto una prima libreria. E funzionava. Piano piano siamo cresciuti, abbiamo completato gli studi all’università e abbiamo dato un’impostazione più ampia al negozio, rivolgendoci a tutti i lettori. Usando sempre la formula del nuovo e dell’usato, abbiamo iniziato a vendere anche libri di narrativa, romanzi, saggistica. E l’idea è piaciuta così tanto che abbiamo iniziato ad aprire altri punti vendita in altre città, sempre seguendo il concept di far trovare al lettore tutta la produzione editoriale. Il nostro obiettivo, infatti, rimane sempre quello di dare un impulso alla diffusione della lettura in Italia. Una missione difficile secondo le statistiche, vero, ma non impossibile. Nel frattempo ci siamo espansi nei centri storici, abbiamo acquisito librerie in difficoltà portando i vecchi librai e la loro grande esperienza dentro al nostro gruppo. Oggi abbiamo 47 punti vendita e siamo la prima realtà indipendente da gruppi editoriali in questo settore”.

Come sopravvivere in un mercato difficile come quello dell’editoria e della carta stampata nell’era digitale?
“Il mercato è in flessione, del circa 2%, ma il libro cartaceo sopravvive alla grande. In Italia si vendono solo il 10% di libri in formato digitale, percentuale molto inferiore nel settore scuola. Il libro cartaceo favorisce la concentrazione e l’apprendimento: dopo una prima svolta verso il digitale si è tornati al cartaceo: la fruizione è completamente diversa e si continua a preferire. Il problema di questo mercato è solo il poco tempo che le persone dedicano alla lettura, ma proprio per questo noi cerchiamo di vendere questo prodotto in maniera accattivante seguendo nuove filosofie: proponiamo eventi, incontri con gli autori, abbiamo una proposta di titoli di modernariato, libri introvabili, fuori catalogo e le prime edizioni per i collezionisti. Ci rivolgiamo poi alle famiglie con la proposta scolastica, libri per bambini e articoli di cartoleria e cartotecnica. Ed è sempre attiva la nostra carta vincente, la vendita e il ritiro dell’usato in ogni settore: i clienti potranno portare per una valutazione sia libri vari che libri scolastici usati”.

Come combattete la grande concorrenza di Amazon e delle vendite online?
“Partiamo dal presupposto che il 75% dei libri viene ancora venduto nei punti vendita fisici, di cui 70% librerie e 7% supermarket. Poi, le vendite online non sono solo Amazon. E non vediamo il mondo online come un nemico, anzi è nostro alleato. Insieme ad altri due gruppi editoriali, Feltrinelli e Messaggerie, abbiamo creato un sito unico di compravendita di libri online di cui siamo soci di minoranza. Si tratta di un’alleanza italiana per rispondere ad Amazon che funziona efficacemente: fatturiamo in questo modo un totale di 110 milioni l’anno. Consideriamo le vendite online come una nuova tipologia di fruizione della lettura e ci applichiamo la nostra filosofia: la vendita dell’usato e il ritiro dei libri per una valutazione si può fare da tutta Italia”.

Investite molto sul personale. Quanti dipendenti ci sono nel punto vendita di Rovigo?
“Sì, fa parte della nostra filosofia. Insieme al vasto assortimento di libri e alla proposta adeguata alla comunità di riferimento, c’è il servizio ai clienti. Per questo i dipendenti sono chiamati a frequentare corsi di formazione e stage in giro per l’Italia di perfezionamento: i consigli che daranno ai clienti faranno la differenza. A Rovigo ci saranno quattro persone. La responsabile sarà Patrizia Labadini, che lavora con noi da 15 anni, insieme a Francesca, rodigina esperta di libri scolastici, Raffaella, libraia da ben 10 anni e Flavio, già del gruppo Libraccio da anni tra Padova e Ferrara. L’amministratore di riferimento è Alberto Galla, di Vicenza. Importante è che sia il direttore del punto vendita a scegliere i libri: non facciamo nulla di centralizzato, la scelta deve essere legata al territorio di riferimento, non vogliamo proporre solo i soliti titoli di punta”.

Come mai avete scelto di scommettere su Rovigo, una città in cui ci si parla sempre delle chiusure di negozi nel centro e non di nuove aperture?
“Noi crediamo nelle realtà di provincia. Abbiamo già aperto librerie in piccole città, come Lodi e Saronno, che ci hanno dato grandi soddisfazioni. Rovigo ha tutte le carte in regola ed è una città molto viva dal punto di vista culturale: ci sono studenti di scuole medie e superiori, c’è il polo universitario che ora arriverà anche in centro, richiama molti visitatori grazie alle mostre di Palazzo Roverella e al festival Rovigoracconta. E’ una città in cui crediamo e che coinvolgeremo nelle nostre iniziative per celebrare i 40 anni di attività: ci saranno eventi, promozioni, sconti fedeltà, regali… Ma non posso rivelarvi tutto ora: lo scoprirete venendoci a trovare”.

Caterina Zanirato

DISCLAIMER:
I tuoi commenti agli articoli saranno gestiti dalla piattaforma 'Disqus' attraverso i login dalla stessa previsti.
Ti rinviamo alla piattaforma ed ai Social che ne permettono l'accesso per quanto attiene l'informativa in materia di trattamento dei dati.
Noi non abbiamo una gestione diretta delle informazioni ma potremo impedire la loro pubblicazione qualora a nostro insindacabile giudizio non rispettino il codice etico del giornale.

Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e/o ai seguenti servizi aggiuntivi. Dichiaro altresì di avere preso visione della Policy Privacy all'apposita sezione del sito.
Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e le comunicazioni commerciali.