12 Marzo 2019 08:10

L'INTERVISTA

La storia di Mauro, il “millionaire” rodigino

Andriotto ha raggiunto importanti risultati nel mondo della finanza. Il suo segreto? Studiare


ROVIGO – Dalla nostra Rovigo alla prima pagina di “Millionare”. I sogni si avverano, se ci credi davvero. Lo dimostra la storia di Mauro Andriotto, 37enne di Rovigo, che ora vive a Milano e vanta di un curriculum da fuori classe. Tutto grazie all’impegno nello studio e alla voglia di provare esperienze all’estero, che l’hanno arricchito non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto di apertura mentale verso l’innovazione.

Elencare tutti i progetti che stai seguendo è impegnativo. Proviamo a fare un breve riassunto della tua carriera…
“In questo momento insegno finanza aziendale in Università Bocconi, Università di Pisa ed Enterprise Risk Management (Erm) all’Università di Ginevra. Con l’Università di Ginevra ho anche la possibilità di viaggiare, ad esempio ho insegnato ad un master Erm per executive a San Pietroburgo e al momento sono il direttore di un corso in Vietnam. Sono inoltre un advisor di Commissione Europea per Horizon 2020, il più grande progetto a livello europeo (circa 80 miliardi di euro) per il finanziamento di progetti innovativi; in pratica mi occupo di decidere quali sono i progetti meritevoli che riceveranno fino a 2,5 milioni a fondo perduto. Collaboro con EY, una delle big 4 a livello mondiale per la consulenza (270.000 impiegati e 35 miliardi di fatturato), per la quale fino a poco tempo fa ero il responsabile dei metodi quantitativi per il sud Europa. A oggi guido una team di circa 20 persone nella mia società a Lugano: Andriotto Financial Services (AFS). Ci occupiamo di finanza tradizionale, ma soprattutto innovativa, nel senso che utilizziamo la blockchain per fluidificare le transazioni finanziarie, renderle globali e meno costose. Ci occupiamo in particolare del settore che nella finanza tradizionale è chiamato Capital Markets, utilizzando le Security Token Offering (STO). Stiamo costruendo uno dei primi exchange al mondo (una borsa valori) per la negoziazione delle securities (azioni, bond, derivati, immobili, ecc). In altre parole, un modo innovativo e a basso costo di raccogliere il capitale per le Pmi mondiali (che rappresentano il 99% delle imprese nel mondo) e che storicamente hanno sempre avuto difficoltà ad accedere al mercato dei capitali. Stiamo chiudendo partnership con player importanti del mondo tradizionale della finanza in tutta Europa”.

Come sei riuscito a realizzare tutto questo?
“Ho studiato alla Bocconi (triennio e specialistica), laureandomi con il massimo dei voti e la lode. Nel triennio sono stato nel top 5% dei laureati per media dei voti. Ho studiato anche un anno in Florida. Ho iniziato poi la mia carriera in Citigroup a Londra nell’Investment Banking. Ricordo che eravamo advisor del governo italiano per la vendita di Alitalia ad Air France … e poi sappiamo come è finita. Era il 2007, non proprio l’anno migliore per iniziare una carriera nel mondo finanziario. Sono quindi tornato all’università, sempre in Bocconi, dove ho iniziato a lavorare nel centro di ricerca del CReSV del dipartimento di finanza. Lì tra lavori di consulenza per grandi società e ricerche scientifiche sono riuscito a pubblicare tre articoli scientifici su riviste internazionali ed il professore Subrata Sen (direttore ammissioni PhD di Yale) mi aveva invitato a presentare la mia application per un PhD in finanza quantitativa all’Università Yale. Nel frattempo avevo iniziato anche l’attività di docenza in Sda Bocconi e in Università Bocconi, in questo lasso di tempo avevo iniziato a frequentare dei corsi single spot di Ingegneria Matematica al Politecnico di Milano. Lavoravo anche con la società del professor Dallocchio, Dgpa, e con loro ho costruito il modello di rischio dell’aeroporto di Venezia. Il modello ebbe un discreto successo ed EY, a quel punto, mi fece una proposta molto importante per lavorare con loro. Accettai, mettendo da parte la possibilità di carriera accademica, e poco dopo mi sono trasferito in Svizzera. Questo mi ha permesso di concentrarmi anche su tematiche innovative come la blockchain applicata alla finanza, dove l’Italia è ancora un po’ indietro rispetto a paesi come Svizzera, Usa, Uk, Malta e diversi paesi dell’ Asia”.

Hai mai pensato di fare qualcosa di diverso nella tua vita? 

“Una curiosità, subito dopo aver accettato l’offerta di EY mi chiamarono anche i Servizi Segreti Militari Italiani per un colloquio a Roma, presso una delle loro basi… Anche se l’idea inizialmente mi stimolava molto, dopo una riflessione ho capito che non era la mia strada”

Recentemente sei finito sulle pagine di un’importante rivista, Millionare. Che effetto fa?
“Sì, ero in copertina a febbraio e usciranno delle pubblicazioni anche a marzo nella parte business, e ad aprile relativamente alla piattaforma di exchange che abbiamo in costruzione. Sicuramente grande soddisfazione, anche se io non seguo direttamente queste cose. Per fortuna ho un responsabile marketing in AFS bravissimo che lavorava nel dipartimento marketing di Nike che si occupa di tutto. Ad esempio, stiamo scrivendo un libro sulle STO che dovrebbe essere pronto a breve e ho in pipeline diversi convegni: Londra, Abu Dhabi e qualcosa anche in Veneto a breve”.

Sei partito da Rovigo: cosa ne pensi della tua città? Ti manca?
“Cerco di tornare spesso, anche se nell’ultimo periodo sono stato molto impegnato. A me Rovigo ispira calma e tranquillità, che ogni tanto non guasta. Capisco, tuttavia, per chi è giovane, che la città non offra grandi opportunità di lavoro e svago, soprattutto se paragonata alle grandi città metropolitane, Milano in primis”.

Anche se molti si lamentano delle poche opportunità, però, c’è la possibilità per un giovane di Rovigo di emergere a livello internazionale…
“La risposta è sicuramente si, anche se nella maggior parte dei casi è necessario spostarsi da Rovigo, fosse anche per un periodo, per acquisire esperienze ed esposizione a progetti internazionali. Se guardo alle mie esperienze, devo dire che negli ultimi 15 anni ho vissuto in periodi alterni in città e paesi diversi: Milano, Dublino, Londra, USA, Brasile e ora Svizzera”.

Qual è il tuo consiglio per i giovani studenti e imprenditori?
“Per gli imprenditori i consigli sono due: innovare, anche rispetto ai processi e agli strumenti non solo al prodotto, e crescere per raggiungere dimensioni minime di competitività. In Italia ci sono eccellenze che tuttavia faticano a competere perché mancano di una massa critica sufficiente a generare sinergie ed economie di scala. La crescita può essere fatta anche per linee esterne, magari utilizzando strumenti innovativi come le STO. Per gli studenti essere ambiziosi e determinati, solo così si può pensare di raggiungere i propri obbiettivi…”.

Caterina Zanirato

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