25 Marzo 2019 14:12

ROSOLINA

La città ha celebrato il suo eroe dell’eccidio di Malga Bala

Il Carabiniere Antonio Ferro venne trucidato insieme a 12 commilitoni


ROSOLINA – Sabato, 23 marzo, a Tarvisio (UD), è stato ricordato, in forma solenne, il 75° anniversario dell’eccidio dei 12 carabinieri avvenuto a Malga Bala, attuale territorio sloveno. La cerimonia ha avuto luogo presso il Tempio Ossario, attiguo alla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, luogo ove sono ancora tumulati 7 dei 12 Carabinieri trucidati. Oggi, 25 marzo, al cimitero di Rosolina, l’Arma ha ricordato uno di questi 12 militari, il Carabiniere Antonio Ferro, originario di questa terra.

Antonio, il primo dei tre figli di Agostino (nativo di Donada) e di Ida Lazzarin (nativa di Rosolina), nasce a Rosolina il 10 febbraio del 1923. All’età di 19 anni, siano nell’anno 1942, viene arruolato nell’Arma dei Carabinieri quale Carabiniere ausiliario a piedi presso la Legione Allievi di Roma per la ferma ordinaria di leva, che all’epoca era di 18 mesi. Dopo la scuola di formazione viene prima trasferito al Comando Legione Carabinieri Reali di Padova e, nel febbraio 1944, dopo un breve periodo presso la Stazione di Fusine Valromana, in provincia di Udine, viene trasferito presso il Posto Fisso di Bretto Inferiore, nel comune di Tarvisio (UD), ora territorio sloveno. Il Posto di sorveglianza e difesa di Bretto faceva parte di un più ampio settore operativo schierato a difesa della miniera di Cave del Predil, servita dalla Centrale Elettrica di Bretto. Il Comando del Presidio Militare di Cave era stato assunto da un Ufficiale del Reggimento Alpini “Tagliamento”, che aveva alle sue dipendenze, oltre a militari dell’Esercito, anche 180/200 carabinieri, 85 militi della Guardia di Finanza e 4 della Forestale, già distaccati per la protezione della miniera. Il Posto di Sorveglianza di Bretto era composto da 1 V.Brigadiere e 16 Carabinieri. In quei giorni, 23-25 marzo 1944, 4 carabinieri si trovavano in licenza.

Siamo pochi mesi dopo la firma dell’Armistizio dell’8 settembre del 1943 ovvero nel periodo in cui l’Italia praticamente cadde sotto il dominio dei tedeschi e ove, al di là del confine orientale, operava invece la resistenza slava, anche se molti partigiani titini erano già attivi nei territori dell’Istria e della Dalmazia.

La sera del 23 marzo 1944, il comandante del Posto Fisso, ed un suo dipendente, sulla strada del ritorno dal paese, vennero aggrediti dai partigiani, mentre altri membri della resistenza titina stavano assaltando la Caserma di Bretto allo scopo di impadronirsi delle armi e rendere inservibile la Centrale Elettrica (che alimentava la vicina miniera), cosa che fecero facendo saltare una condotta a mezzo di esplosivo.

Tutti i 12 Carabinieri vennero fatti prigionieri e costretti ad una marcia forzata verso Malga Bala, passando per il Monte Izgora e la Val Bausiza. La sera del 24.03.1944, all’interno di una stalla sita sull’altopiano di Logje, ai prigionieri venne somministrato un minestrone a cui erano stati aggiunti soda caustica e sale nero. Successivamente furono portati in un casolare sito sul pianoro di “Malga Bala”, dove vennero barbaramente trucidati, infliggendo loro particolari sevizie per aumentarne il dolore. I cadaveri dei Carabinieri furono casualmente rinvenuti da una pattuglia di militari tedeschi e ricomposti nella Chiesa di Tarvisio (UD) tra il 31 Marzo ed il 02 Aprile 1944. Dopo la cerimonia funebre furono tumulati in località Manolz di Tarvisio.

Siamo nell’anno 2008, periodo in cui si comincia a parlare con sempre maggiore interesse delle cosiddette “Foibe”. Ed in questo periodo, grazie alla sua tenacia e all’amore per l’Arma, il Presidente della Sezione Provinciale di Brescia dell’Unione Nazionale Mutilati per Servizio, il Maresciallo Capo dei Carabinieri Arrigo Varano, avvalendosi della collaborazione di uno storico del luogo e di un giornalista locale, riesce a far luce su questo grave fatto di sangue.

L’aver portato alla luce questo grave fatto di sangue, ha consentito al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di conferire a ciascun militare la Medaglia d’Oro al Merito Civile.

Alla cerimonia hanno preso parte la Signora Natalia Ferro, sorella del commilitone Antonio; il Signor Sindaco di Rosolina, Franco Vitale, una rappresentanza dell’A.N.C, dell’Onaomac, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e la cittadinanza di Rosolina. Il parroco di Rosolina, don Lino Mazzocco, nel corso della cerimonia, ha rivolto una preghiera al caduto e a tutti quelli che hanno perso la vita nell’adempimento del dovere, procedendo poi alla benedizione della lapide.

Oltre al carabiniere Ferro, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Rovigo, tenente colonnello Antonio Rizzi, ha voluto ricordare gli altri 11 militari dell’Arma:

Vice Brigadiere Dino Perpignano, nato a Sommacampagna (VR) il 17.08.1921;
C.re Primo Antonio Amenici, nato a Santa Margherita D’Adige (PD) il 05.09.1905, prima dell’arruolamento nell’Arma risiedeva a Crespino, padre di 5 figli (nati a Crespino). La consorte è nata a Bottrìghe (RO) nel 1907 ed è deceduta a Bolzano nel 1993. La Caserma sede della Stazione di Crespino, il 22 luglio 2013, è stata intitolata alla memoria del Car. Primo Antonio Amenici;
Car. Lindo Bertogli, nato a Casola Montefiorino (MO) il 19.03.1921;
C.re Rodolfo Colsi, nato a Signa (FI) il 03.02.1920;
Car. Domenico Dal Vecchio, nato a Refronto (TV) il 18.10.1924;
C.re Fernando Ferretti, nato a San Mariono in Rio (RE) il 04.07.1920;
C.re Attilio Franzan, nato a Prola Vicentina (VI) il 09.10.1913;
C.re Pasquale Ruggero, nato a Airola (BN) l’11.02.1924;
C.re Adelmino Zilio, nato a Camponogara (VI) il 15.06.1921;
C.re aus. Michele Castellano, nato a Rocchetta Sant’Antonio (FG) l’11.11.1910;
C.re aus. Pietro Tognazzo, nato a Pontevigodarzere (PD) il 30.06.1912.

E’ stato inoltre ricordato che in località “Volto” nel comune di Rosolina, in memoria di Antonio Ferro, è stata intitolata una piazza denominata “Piazza Carabiniere Antonio Ferro” e che, il 10 aprile del.2011, al centro del suddetto piazzale, è stato inaugurato un monumento in ricordo di tutti i Carabinieri caduti per la patria.

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