31 Marzo 2019 18:59

SANITA'

La Cgil annuncia: partirà una maxi vertenza contro le Ipab

Davide Benazzo interviene sulle situazione dei lavoratori, sempre più massacrati, delle case di riposo


ROVIGO – Dopo la sanità, il mirino dei sindacati si sposta sulle Ipab. Mercoledì scorso, al convegno organizzato sulla Sanità ed il Sociale in Cittadella sanitaria a Rovigo, è stata posta infatti la domanda sul futuro delle Ipab ai vertici politici e amministrativi della sanità veneta. “Tutti d’accordo sull’inadempienza della Regione che da 18 anni non ha ancora riformato questi Enti lasciandoli in balia di se stessi – dichiara Davide Benazzo, della Cgil Fp -, sulla scarsità di risorse che coprono solo parzialmente la quota sanitaria di diritto per chi viene classificato non autosufficiente, e ancora una volta tutti d’accordo che l’aver messo in competizione sul mercato le strutture pubbliche con le private, nate come funghi negli ultimi 15 anni, che pagano meno i Lavoratori e che pagano meno di tasse (Irap), ha determinato che le Ipab sono destinate, in assenza di altre soluzione, al fallimento“.

Il privato, infatti, darebbe più garanzie del pubblico: “La politica regionale ha coscientemente lasciato che si determinasse un danno alle famiglie degli Ospiti che si trovano a pagare una retta più alta perché costretti al libero mercato  – spiega Benazzo – senza impegnativa sanitaria e ai Lavoratori trovatisi nel tempo sempre più condizionati alla riduzione del costo del lavoro (contratti peggiorativi, riduzione delle risorse contrattuali, …) ma soprattutto sempre più vincolati a standard vecchi di 20 anni con una riduzione della presenza in servizio che, oltre a ridurre la qualità del servizio, ha determinato ricadute sulla salute soprattutto degli OSS che ora ne stiamo vedendo le nefaste conseguenze. Questo si è tradotto con persone, soprattutto donne, che diventano inabili al lavoro molto prima di riuscire ad arrivare in pensione con le ricadute sociali che ne derivano. L’indice di malattia in questo settore è alto e sta sempre più aumentando con un numero sempre più alto di malattie lunghe e la grossa difficoltà di collocamento al rientro per le limitazioni/prescrizioni che il medico competente certifica”.

Si è scatenata, secondo i sindacati, una guerra al massacro: “La malattia e le prescrizioni/ limitazioni, sintomi che dovrebbero fortemente allarmare il legislatore, diventano situazioni da contrastare non con azioni che riducano le cause, salvo quelle obbligatorie della Legge 81 del 2008, ma con azioni al ribasso sui diritti del lavoro e sul costo che, oltre a falsare il mercato tra strutture, si abbattono sulla carne viva dei lavoratori che vengono lasciati soli con il rischio di perdere il lavoro oltre ad un futuro da invalidi. Questa per la CGIL è tra le emergenze delle IPAB più importanti da affrontare. Alle azioni collettive e di denuncia pubblica sull’inadempienza regionale e delle azioni dannose perpetrate nelle singole strutture, vedi Adria ma non solo, con il nostro Patronato, attraverso i nostri consulenti medici e legali, ci attiveremo per una grande azione vertenziale affinché vengano riconosciuti i danni che questa situazione sta producendo“.

Quindi l’annuncio: “A breve, in collaborazione con l’INCA organizzeremo assemblee in tutte queste strutture per iniziare un percorso finalizzato a riconoscere il giusto risarcimento a questi lavoratori, cercando che questa nostra azione determini cambiamenti legislativi, anche attraverso la rivisitazione degli standard, che permetta alle persone di non doversi ammalare e diventare invalidi per poter lavorare”.

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