17 Marzo 2019 12:19

L'INTERVISTA

In tandem da Roma a Pechino per abbattere i limiti della disabilità

Davide Valacchi, psicologo non vedente, sta compiendo il suo viaggio attorno al mondo: oggi ha fatto tappa a Rovigo


ROVIGO – A volte, per cambiare il mondo, basta salire in sella a una bicicletta e partire. E’ quello che stanno tentando di fare Davide Valacchi, psicologo 28enne originario di Ascoli Piceno, non vedente, e i suoi amici con il progetto “I to eye”: sono partiti da Roma l’8 marzo con un tandem e arriveranno, a fine ottobre, a Pechino per portare al mondo un messaggio di positività e dimostrare come un tandem può cambiare la vita di un non vedente, facendogli superare i propri limiti fisici. Un progetto interamente sponsorizzato dalle persone che hanno voluto credere in Davide, grazie a una raccolta fondi in internet, conclusa circa un mese fa. E in ogni tappa i giovani sportivi incontreranno le associazioni di non vedenti per condividere le proprie idee e progetti per migliorare la qualità di vita dei ciechi e degli ipovedenti.

La carovana composta da Davide, Michele, 37 anni, e Samuele, 25 anni (i due piloti del tandem) ieri sera, sabato 16 marzo, è passata proprio per Rovigo: hanno attraversato il Po passando per Polesella, per poi raggiungere Sant’Apollinare. Quì hanno dormito (in tenda) lungo l’Adigetto: “Abbiamo sofferto un po’ per l’umidità, ma il viaggio è stato concepito così – spiega Davide -. Dormiamo o in casa di amici e persone che ci ospitano oppure in tenda. Abbiamo anche un fornello da campo con cui ieri sera ci siamo fatti da mangiare. Un’esperienza da provare: dobbiamo abituarci visto che attraverseremo così anche la Slovenia, la Serbia, la Croazia, la Bulgaria, la Turchia, l’Iran, il Turkmenistan, l’Uzbekistan, il Tagikistan, il Kirghizistan e la Cina”.

Dopo la sosta a Rovigo, già questa mattina, i tre giovani sono partiti alla volta di Padova, passando per Boara, Solesine e Monselice, dove hanno imboccato la ciclovia dei Colli Euganei. Un percorso meraviglioso, che Davide ha la possibilità di percorrere grazie al tandem guidato dai suoi amici: “Un tandem può cambiare la vita di un non vedente: noi tre del progetto I to Eye vogliamo dimostrarlo con un viaggio lungo 8 mesi, durante il quale percorreremo le strade di 2 continenti e 13 paesi, attraverseremo città e pianure, vallate e catene montuose, ma soprattutto ci immergeremo nelle diverse culture che incontreremo – spiega Davide -. Perchè il tandem? Perchè è l’unico mezzo di trasporto che permette ad un non vedente, in questo caso a me, di avere un ruolo attivo nel movimento su lunghe distanze e di godere delle infinite sfumature sensoriali di un viaggio. L’esperienza mi ha insegnato che un tandem può essere un potente mezzo di inclusione sociale per chi ha problemi alla vista, abbattendo alcune delle barriere imposte dalla disabilità. Ed è quello che voglio spiegare ai tanti non vedenti nel mondo”.

L’obiettivo di Davide e i suoi amici è anche quello di scoprire quali sono le condizioni dei non vedenti in tutti i paesi che attraverseranno: “Raccontare e farci raccontare sono i nostri obiettivi: lo scambio di idee ed esperienze è la prima motivazione che ci spinge a intraprendere questo viaggio, con la speranza di smuovere gli animi rispetto alle possibilità che un disabile può avere nella vita. Entreremo in contatto con associazioni e federazioni che in ogni paese gravitano attorno al mondo dei non vedenti, cercheremo di capire come la disabilità visiva possa inserirsi nei diversi contesti sociali e culturali che incontreremo”.

Un progetto coraggioso, che servirà a questi giovani intraprendenti per appagare la loro curiosità, ma anche a tante altre persone, che seguiranno il loro esempio e si sentiranno meno sole. E che è partito nel migliore dei modi: “Abbiamo già percorso 700 chilometri, abbiamo trovato sempre solo e solo una giornata di forte vento. Per ora siamo stati fortunati, ma il viaggio è molto lungo: seguiteci e viaggiate con noi”. Ecco i profili social per seguire le avventure di Davide e i suoi amici: Facebook e Instagram.

Caterina Zanirato

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