26 Marzo 2019 16:45

ADRIA

Il PD lancia l’allarme: penalizzata la sanità pubblica

Con la nuova riorganizzazione la Regione favorisce il servizio privato


ADRIA – In una conferenza stampa, coordinata dal segretario di circolo Federico Cuberli, nella giornata del 25 marzo, il Pd adriese ha fatto il punto sulla situazione di assoluta emergenza creatasi per l’ospedale adriese dopo l’uscita delle schede sanitarie regionali. Oltre a Cuberli presenti il consigliere comunale Sandro Gino Spinello con numerosi iscritti. A dar man forte al Pd adriese, erano presenti anche il consigliere regionale Graziano Azzalin e il segretario provinciale Giuseppe Traniello Gradassi.

«L’opinione diffusa tra la gente è che questa politica regionale sta portando all’inesorabile declino il nostro ospedale – spiega Spinello – . La situazione è difficile, con le nuove schede sanitarie rischiamo di perdere tutto. Noi vogliano modificare la realtà e cercare di cambiare questa politica penalizzante. Adesso il dovere è quello di stare tutti assieme, cittadini, forze politiche e associazioni di categoria, ed in questo l’Amministrazione comunale adriese deve essere perno aggregante. Ad oggi, il livello di sradicamento di impostazione del nostro ospedale è senza precedenti». Il consigliere comunale continua: «Così perdiamo l’organizzazione di ospedale spoke e diventiamo un ospedale non ospedale. Assieme ai nostri rappresentanti regionali ci appelliamo a chi governa la regione che ha scelto di privilegiare maggiormente il servizio sanitario privato. E’ fondamentale che alla sanità di Adria rimangano due poli, quello ospedaliero e quello chirurgico. Per questo trasmettiamo il nostro stato d’animo al consigliere regionale Azzalin e offriamo a tutti la nostra disponibilità per comuni obiettivi e salvaguardare la sanità adriese».

Graziano Azzalin, consigliere regionale afferma: «Siamo a un punto delicato della programmazione socio-sanitaria regionale, con il nostro gruppo regionale ci impegneremo per presentare degli emendamenti affinché Adria non sia penalizzata e non ci siano ulteriori ricadute sul servizio sanitario del territorio. Nelle schede si legge un indebolimento della sanità pubblica per tutta la regione, ad oggi c’è una grande emergenza, mancano 1300 medici, ci vogliono maggiori risorse per trattenere i medici specialisti. Per Adria i problemi sono numerosi e alcuni punti per noi sono irrinunciabili, da modificare la riduzione di venti posti letto, questa azione per noi è immotivata anche alla luce del fatto che il direttore dell’Ulss polesana Compostella ha dichiarato che la regione sta investendo per ristrutturare nosocomio di Adria. No anche al taglio della lungodegenza per pazienti da stabilizzare – spiega Azzalin -Serve ripristinare anche l’apicalità chirurgica che ad oggi viene tagliata con un riverbero negativo per il complesso dei servizi sul territorio. Infine serve far chiarezza sul futuro del punto nascite, c’è bisogno di una deroga o questo agirà in collegamento con Rovigo?».

Per il segretario provinciale del Pd di Rovigo, Giuseppe Traniello Gradassi: «L’Ulss 5 polesana è unica, le schede non penalizzano solo Adria, serve ragionare con tutte le forze del territorio per una mobilitazione unica. Raccogliamo l’allarme del Pd Adriese, l’ospedale va salvato e deve rimanere con servizio spoke per favorire l’intera comunità, soprattutto la popolazione anziana più debole».

A concludere il segretario locale Federico Cuberli: «La mobilitazione dovrà essere partecipata il più possibile dai cittadini oppure Adria dopo il tribunale e il giudice di pace perderà anche l’ospedale che ad oggi è gravemente a rischio come il futuro della Centro Servizi Anziani. Al direttore dell’Ulss 5 Campostella diciamo che il nostro ospedale ha cambiato volto e queste schede dimostrano come la regione Veneto ha maggiore interesse nel favorire la sanità privata a discapito del servizio pubblico. Siamo pronti alla mobilitazione e a portare gli adriesi in piazza, pronti a dare battaglia per invertire queste decisioni peggiorative per tutto il servizio sanitario bassopolesano».

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