14 Marzo 2019 20:08

L'INCONTRO

“Il mio segreto? Una preparazione scrupolosa per ogni dettaglio”

Paolo Venturini, runner estremo delle Fiamme Oro, si racconta in Accademia dei Concordi


ROVIGO – Dalla terra più calda del mondo a quella più fredda. Paolo Venturini, runner estremo in forza al gruppo sportivo della polizia di Stato, ha provato entrambe le esperienze sulla sua pelle, battendo due record mondiali. Prima ha corso in Iran, 75 chilometri a una temperatura di 67 gradi, poi ha corso in Siberia, 40 chilometri a – 52 gradi. Uno sforzo fisico e mentale, che impegna quanto gratifica, che il runner ha raccontato oggi pomeriggio in Accademia dei Concordi, grazie all’incontro organizzato da Run It, Il circolo, Panathlon e Uisp.

“Il segreto per riuscire in queste imprese è la preparazione e l’allenamento – spiega Venturini -. Nulla è lasciato al caso, ci siamo preparati per 18 mesi collaborando con l’Università di Padova per poter prevedere ogni circostanza. Al caldo, il problema è quello della disidratazione, mentre al freddo è la poca respirazione e la massima attenzione a sudare il meno possibile, per evitare di ghiacciare. Abbiamo studiato quindi l’abbigliamento, la preparazione, l’alimentazione, i materiali usati. Fare esperienze di questo tipo è davvero molto stimolante, ma bisogna calcolare tutto”.

Esperienze che l’hanno arricchito come atleta, ma anche come uomo: “E’ stato fantastico incontrare la popolazione locale, che mi ha accolto in festa. Inoltre, sono un poliziotto e vesto la maglia della Polizia di Stato e quindi della mia nazione che rappresentavo: in Siberia, le autorità locali la continuano a tenere appesa in ricordo di questa fantastica esperienza e tutto ciò mi riempie di orgoglio”.

Padovano d’origine, ora vive sui Colli Euganei, dove spesso si allena. Non è solo un maratoneta, ma anche un ciclista. Ha girato il mondo sui pedali fin quando, nel 2000, pedala per 17 ore no-stop per 530 chilometri, da Roma a Padova. Quì inizia la sua esperienza sportiva con sfide al limite della sopportazione fisica e mentale: nel 2014 Paolo corre per 231 chilometri andando dal livello del mare a una quota di 5500 metri, ai piedi de vulcano Chimborazo, poi andrà in Iran, dove ha corso nel luogo più caldo della terra a luglio, per finire poi in Siberia, nel luogo abitato più freddo del pianeta.

Caterina Zanirato

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