21 Marzo 2019 16:07

DIRITTI UMANI

Il brano Salvagente di Willie Peyote vince il Premio Amnesty

Scritto con Roy Paci e Aretuska: ospiti domenica 21 luglio a Rosolina Mare


ROVIGO – È “Salvagente”, il brano di Roy Paci & Aretuska con il rapper Willie Peyote, ad aggiudicarsi il Premio Amnesty International Italia, sezione Big, come miglior brano sui diritti umani del 2018. In questo caso un brano sull’integrazione.

Il Premio è stato istituito nel 2003 da Amnesty International Italia e dal festival Voci per la Libertà, che ospiterà i vincitori domenica 21 luglio a Rosolina Mare, in provincia di Rovigo, nella serata finale della 22a edizione del festival.

Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty si terrà dal 18 al 21 luglio e darà spazio anche alle finali della sezione emergenti del Premio Amnesty, il cui bando rimane aperto fino al 6 maggio. Sul sito è intanto in corso il voto del pubblico per il Premio Web Social, che permetterà al vincitore di partecipare alle finali di luglio. In lizza i primi 60 iscritti al concorso, che potranno essere votati fino al 10
aprile.

Sulla vittoria del Premio ai Big, Roy Paci ha dichiarato: “Sono molto emozionato di ricevere questo premio, come fosse il coronamento di una missione che ho condotto negli ultimi 20 anni, a fianco ad Amnesty International. Non potrei mai immaginare una separazione tra la mia vita di musicista e ciò che accade intorno a noi, le due cose sono inscindibili”.

Grande soddisfazione anche per Willie Peyote, che ha detto: “Per me è un grande traguardo e un grande onore ricevere questo riconoscimento. Da sempre tento di fare musica che possa smuovere anche di pochi
millimetri le coscienze e spingere le persone a farsi una domanda in più, questo premio mi dà la forza di continuare su questa strada più determinato di prima. Ringrazio in particolare il maestro Roy Paci che ha reso possibile tutto questo”.

Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, ha ricordato: “L’impegno di Roy Paci in favore dei diritti umani ha accompagnato, addirittura preceduto, il nostro festival. Questo impegno è stato ed è costante, coerente e generoso. Il riconoscimento di quest’anno è dunque una sorta di ‘premio alla carriera’, ma non di quelli che si danno alla fine di un percorso artistico, giacché questo è in pieno, fulgido svolgimento. Prova ne è ‘Salvagente’, con la preziosa collaborazione di Willie Peyote, che restituisce al mondo in cui deve stare la parola ‘differenza’, oggi,  come molte altre, appropriata indebitamente dal vocabolario della divisione, della discriminazione e dell’odio”,

Erano in lizza per il Premio anche Carmen Consoli, Ghali, Patrizia Laquidara, Ermal Meta e Fabrizio MoroFrancesca Michielin, i Punkreas, i Radiodervish, Salmo e i Subsonica.

A scegliere il brano vincitore tra le dieci nomination è stata una giuria di giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, studiosi, rappresentanti di festival, referenti di Amnesty e di Voci per la Libertà.

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