03 Marzo 2019 16:23

CONSIGLIO COMUNALE

Ecco come cambia l’urbanistica ad Adria

Si punta sul contenimento del consumo di suolo e sulla variante al piano di assetto del territorio


ADRIA – Nella seduta consigliare di giovedì sera si sono deliberate, oltre al documento del sindaco, già approvato in sede di giunta, due importanti delibere che avranno un influsso importante e fondamentale nel tessuto urbanistico e territoriale di Adria. Sono stati approvati infatti le disposizioni per il contenimento del consumo di suolo e di adozione della variante al piano di assetto del territorio (in ottemperanza alla legge regionale veneto 14/2017) e della determinazione dei criteri per il calcolo del contributo straordinario (di cui all’art. 16 comma 4 lett. D-ter del dpr 380/2001 e s.m.i.)

“Siamo dell’ipotesi – afferma all’unisono il gruppo di maggioranza – che per dare uno vero slancio al settore dell’edilizia bisogna, differentemente da quanto pronunciato dal gruppo Lega Adriese, cambiare mentalità e puntare alla sostenibilità, alla riqualificazione ed al recupero edilizio”. La Regione Veneto infatti, governata tra l’altro dalla Lega Nord e quindi partito di stessa appartenenza dal gruppo Lega Nord Adriese, tramite la nuova legge 14/2017 in materia di disposizioni sul consumo del suolo, si è data come obiettivo, l’azzeramento di consumo del suolo entro il 2050, riducendo di fatto le nuove trasformazioni urbanistiche incentivando i recuperi e le ristrutturazioni.

“Strano quindi notare la contrapposizione tra la legge regionale di matrice leghista e la presa di posizione della Lega Adriese che pensa di come l’unico modo possibile di incentivare l’edilizia nel territorio sia di cementificare Adria – ha spiegato nel corso del consiglio comunale la maggioranza -. Vengono ancor più rese discutibili il fatto che vi siano ancora diverse lottizzazioni già presenti nell’intero comparto e ancora da urbanizzare e vi sono oltremodo due importanti piani attuativi in scadenza 2022 con capacità edificatoria di 60 ettari”.

“In ogni caso – puntualizza il gruppo di maggioranza – che la quantità massima assegnata di consumo di suolo ammesso per il Comune di Adria (dalla D.G.R. 668/2018) è risultata dalla quantità relativa allo strumento urbanistico vigente (PRG) pari a 22,24ettari, e dalla quantità relativa al PAT adottato, pari a 27,99 ettari, per complessivi 50,23 ettari”.

Spiega l’assessore all’urbanistica Marco Terrentin: “Nel corso della seduta pubblica, si è poi proceduti con la discussione del documento del Sindaco, che chiude di fatto il Piano Regolatore Generale che diverrà Piano degli interventi a seguito dell’approvazione del P.A.T., rendendo operativo il nuovo Piano Regolatore Comunale attraverso la redazione di un nuovo Piano degli Interventi, ovvero lo strumento che in coerenza e in attuazione del P.A.T. individua e disciplina gli interventi di tutela e valorizzazione, di organizzazione e di trasformazione del territorio programmando in modo contestuale la realizzazione di tali interventi, il loro completamento, i servizi connessi e le infrastrutture per la mobilità”.

Nel suo processo di formazione il Piano degli Interventi dovrà adottare un processo di elaborazione trasparente e aperto alla partecipazione ed alle esigenze delle comunità locali attraverso occasioni di confronto fra le scelte politiche e tecniche del Piano e le esigenze locali, dovrà valutare prioritariamente i fabbisogni della popolazione attuale e le esigenze espresse, dovrà puntare alla valorizzazione della complessità ambientale del territorio nella direzione dello sviluppo sostenibile, della tutela delle risorse naturali, ambientali, della valorizzazione dei beni storico-culturali-ambientali, dovrà ispirarsi ai principi di contenimento del consumo al suolo ed dovrà configurarsi come un documento tecnico flessibile.

“Dopo questa prima fase di percorso attraverso l’approvazione del documento del Sindaco  – precisa il gruppo di maggioranza – seguirà la fase di concertazione, di ascolto e partecipazione con la raccolta delle manifestazioni di interesse”.

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