08 Marzo 2019 08:41

PORTO TOLLE

De Castro: “Il Sic in Alto Adriatico crea più problemi di quanti ne risolve”

Parla il primo vice Presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo


ROVIGO – Una giornata intensa ieri per l’europarlamentare Paolo De Castro, che ha visitato l’area del Delta, partendo da Scardovari, per concludere poi la sera, in piazza Duomo a Rovigo nella sede di Confagricoltura. De Castro, primo vice Presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, infatti ha voluto prendere posizione su questioni importanti in Polesine, a partire dall’area Sic nel Delta, che condizionerà la pesca.

“La creazione di un Sic marino sicuramente non rappresenta la risposta adeguata per tutelare specie a rischio di estinzione, come delfini e tartarughe marine. In prospettiva servirà uno strumento che allarghi l’area di tutela in acque internazionali, magari coinvolgendo Slovenia e Croazia e che non penalizzi ulteriormente il settore ittico”. È la preoccupazione ribadita ieri dall’europarlamentare insieme al consigliere regionale del Partito Democratico Graziano Azzalin, ma condivisa da tutti gli addetti ai lavori che hanno partecipato al convegno ‘Serve il Sic nell’Alto Adriatico?’, che si è svolto a Scardovari (Porto Tolle).

“La risposta migliore è quella dell’integrazione, tenuto conto del tempo che nel frattempo è trascorso dalla richiesta Ue di realizzare aree Sic per garantire la biodiversità Nei giorni scorsi a Zagabria si è discusso con i Paesi limitrofi sulle possibilità di trovare soluzioni meno impattanti per i pescatori. Tra queste, la costruzione di un’area appunto allargata che, con un opportuno gioco di squadra, veda direttamente coinvolta la Regione Veneto”, hanno spiegato Azzalin e De Castro.

“Quest’area ha già numerosi problemi da affrontare per metterci un altro carico da novanta: dall’inquinamento, visto che qua sfocia il Po dopo aver attraversato la Pianura padana, alle grandi infrastrutture come il rigassificatore alle piattaforme più a sud;  dalla coltivazione di molluschi che deve fare i conti con le morie per la scarsa vivificazione delle lagune, fino all’insabbiamento delle bocche a mare per rendere sicuro e fruibile il porto di Pila – ha evidenziato Azzalin – Dovremmo pensare a come aiutare il settore, fondamentale per l’economia polesana e veneta, non ad affondarlo. Per questo siamo convinti che il Sic debba essere una scelta provvisoria con una durata ben precisa. in cui effettuare monitoraggi su spiaggiamenti e collisioni. Poi si decida sulla base dei risultati. E la provvisorietà deve riguardare sia le misure di conservazione che il perimetro: dopo tutto si tratta di specie migratorie”.

All’interno della sede di Confagricoltura Rovigo, ieri sera, invece, l’europarlamentare, sempre accompagnato da Graziano Azzalin, ha affrontato il tema delle pratiche sleali e della riforma Pac davanti a una platea davvero gremita: segno inequivocabile di quanto l’agricoltura sia un tema importante per il Polesine. E’ stata illustrata infatti la direttiva Ue su cui ha lavorato attivamente, un documento importante per difendere i produttori da pratiche sleali attuate da grande distribuzione e commercio.

“Sono 16 le pratiche sleali elencate nel documento Ue che sarà approvato il 12 marzo ed entrerà finalmente in vigore – spiega De Castro -. Sto parlando di pratiche quali la restituzione dei prodotti invenduti, il pagamento di servizi ulteriori, il pagamento ritardato e altre situazioni che penalizzano i produttori. Da oggi, quindi, ci sarà un’arma in più per combattere lo strapotere della grande distribuzione”.

E per quando riguarda il Pac, ha spiegato, la normativa sarà prorogata fino al 2022 in quanto non è possibile attuare modifiche al momento: non è ancora stata risolta la questione Brexit e non sono chiari, quindi, i finanziamenti su cui l’Ue potrà contare.

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