22 Marzo 2019 17:09

L'INTERVISTA

Da giovedì sera a “Colorado”, con Rovigo nel cuore

Cristina Chinaglia, attrice e comica di Badia Polesine, si racconta


ROVIGO – E’ partita da Rovigo, anzi più precisamente da Badia Polesine, dove è nata e cresciuta. Poi ha preso una corriera, e ha iniziato a frequentare le scuole di Rovigo, il conservatorio e il liceo classico Celio. Infine, ha preso un treno, trasferendosi a Roma, iniziando a studiare recitazione. E da lì ha preso il volo, diventando attrice di teatro, comica sui grandi palchi italiani, volto noto di cinema e televisione. E da giovedì 28 marzo, Cristina Chinaglia, arriva anche a Colorado, su Italia uno, che riprenderà sotto la conduzione di Paolo Ruffini e Belen Rodriguez.

A breve tornerai in tivù a Colorado, cosa ci dobbiamo aspettare?

“Giovedì sera sì, mi vedrete su Italia Uno, e anche giovedì prossimo. Porterò sul paco alcuni sketch comici, affiancando Paolo Ruffini e Belen Rodriguez. Una strada, quella della comicità, che conosco bene. Vero che è sempre stata di dominio “maschile”, ma vedo che molte donne ora si stanno riprendendo il giusto spazio in questo settore. La dimostrazione è che qualche mese fa sia andato in onda la Tivù delle ragazze, con uno staff di comiche di un tempo, della prima edizione, quindi del calibro di Serena Dandini, Francesca Reggiani, Angela Finocchiaro, a nuove realtà come Caterina Guzzanti e Martina Dell’Ombra, le Sbratz, Michela Giraud”

Com’è stata quell’esperienza?

“E’ stata la mia prima volta in televisione, con la piattaforma Monroe, una satira della piattaforma Russeau. E come tutte le prime volte è stata bellissima, ho imparato tanto e porterò quest’esperienza nel cuore”

Sei molto impegnata anche sul fronte cinema… Ma qual è il mezzo che preferisci?

“Sì, sono molto contenta di vedere che il film Beate continua a riscuotere successo e a breve ci saranno altre novità. Continuerete anche a vedermi a teatro, quest’estate ripartirà da Roma il Mercante di Venezia, commedia in cui recitai a fianco del mitico Albertazzi. Devo dire che il teatro è stato il mio primo amore, quindi se proprio devo esprimere una preferenza è per il teatro. Ma è una domanda da mille punti, difficile dire cosa è meglio o peggio, ogni mezzo ha le sue caratteristiche particolari, i suoi pro e i suoi contro”.

Sei partita da Rovigo, un vantaggio o uno svantaggio essere una ragazza di provincia?

“Ci sono lati positivi e negativi in tutto. Sicuramente per un mestiere come il mio Rovigo offre poco: per fare esperienza servono grandi centri come Roma o Milano. Ma in realtà io mi sono formata quì, in un contesto che mi ha coccolato e mi ha permesso di emergere. Ricordo con affetto i tempi del liceo e del conservatorio, alla fine la mia personalità è stata formata in questa realtà, quasi protetta, da piccola città. A volte mi sono sentita fortunata, altre sfortunata. Quindi vuol dire che va bene così: alla fine se sono diventata quello che sono oggi è grazie a tutta la mia esperienza. L’importante, comunque, non è il punto di partenza: è la voglia di studiare, di approfondire, di mettersi in discussione, di imparare. Solo così si riesce, in ogni campo, non solo come attori”.

 

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