09 Marzo 2019 14:00

ADRIA

Csa, un consiglio rovente ma senza Cda

Anche il Comune parteciperà alla manifestazione di protesta del 23 marzo


ADRIA – Un consiglio comunale dedicato al Csa, centro servizio anziani di Adria, ma senza Csa. Il cda della struttura, infatti, non si è presentato all’appuntamento tanto atteso dalla cittadinanza, dai lavoratori e dai famigliari degli ospiti della casa di riposo finita al centro delle polemiche a causa di alcune ristrutturazioni al personale. “Ho preso conoscenza ieri (7 marzo) dell’inoltro del 5 marzo 2019 dell’invito destinato ai componenti del consiglio di amministrazione del Centro servizi anziani di Adria a partecipare ad una seduta “aperta” del consiglio comunale di Adria ove dibattere circa gli aspetti gestionali dell’ente – scrive Sandra Passadore, presidente del Csa – E’ risultato impossibile convocare, nell’imminenza della seduta in parola, un incontro del consiglio di amministrazione per determinare la composizione di una delegazione per aderire al suo invito, stante che l’amministrazione del Csa, di cui mantengo la legale rappresentanza, determina in modo autonomo le proprie modalità di rappresentanza presso l’esterno”.

Tra rabbia e stupore, comunque, il consiglio comunale si è svolto con i seppur pochi partecipanti. “Ringrazio i consiglieri comunali per la serietà e il senso di responsabilità che hanno dimostrato ieri sera – dichiara a freddo il sindaco di Adria, Omar Barbierato -, nel corso della lunga seduta pubblica tematica sul Centro Servizi Anziani. Di fronte alle problematiche relative alla struttura di riviera Sant’Andrea c’è stata la capacità di confrontarsi e di trovare soluzioni condivise. Ho proposto alcune soluzioni che dopo attenta discussione hanno preso forma. In primis, ogni movimento e partito aderirà e collaborerà alla preparazione della manifestazione del 23 Marzo prossimo insieme ai sindacati. Come altra soluzione, proporremo un documento chiedendo al cda di non prendere decisioni in questi mesi che possano impegnare per il futuro l’ente, visto che sono in scadenza. Lavoreremo in seconda commissione sulle osservazioni fatte dai familiari degli ospiti e sul tavolo sanità allargato a tutti i partiti e associazioni sulle questioni che riguardano la regione come gli standard lavorativi e la riforma delle Ipab. C’è molta carne al fuoco, ma c’è la volontà di cuocerla insieme – puntualizza il sindaco – Il consiglio comunale è terminato nel momento in cui il presidente del consiglio ha chiesto di rispettare i tempi di esposizione dei consiglieri, visto che i temi erano stati trattati abbondantemente oltre 4 ore”.

L’impegno ora, conclude Babierato, è quello di trovarsi nella riunione dei capigruppo, per condividere in un documento le proposte fatte durante la seduta pubblica di ieri sera.

“Sette mesi di incontri e di tavoli tecnici – spiega l’assessore ai rapporti con il Csa Marco Tosato – dove ci siamo seduti insieme ai sindacati e ci siamo fatti portavoce dei famigliari, degli ospiti e dei lavoratori al fine di tutelarli. A Settembre con l’assessore  ai servizi sociali Sandra Moda, abbiamo cercato  di far convergere gli interessi delle parti verso una comune visione d’intenti, al fine di avviare una collaborazione per l’offerta dei servizi socio-sanitari sul territorio. L’attenzione dell’amministrazione verso il Csa si traduce nell’aver reso possibile l’entrata nel Cda  di Sabrina Visentini, quale persona segnalata e di fiducia dei familiari e la  nomina di Simone Mori,come persona di riferimento del sindaco”. Questo in virtù del fatto che il Csa è un ente strumentale appartenente al gruppo di amministrazione pubblica del comune di Adria, ai sensi dell’art.11-ter, comma 1 lettera b, del D,Lgs 118/2011, con inclusione dello stesso nell’area di consolidamento di bilancio del comune.

Il primo ospite ad intervenire è stato Paolo Guzzon, coordinatore Rsu, Cuoco al Csa che in maniera accorata ha elencato quanto hanno subito e subiscono i lavoratori, da due anni a questa parte. Dal taglio del personale al taglio del salario accessorio. “Il direttore Badiale, era stato chiaro in un consiglio comunale del 2017 in cui disse, che lui era il direttore e lui decideva come tale. E le sue decisioni, ora, ci hanno portato a vivere  una situazione paradossale – ha evidenziato Davide Benazzo della  Fp,Cgil – e per questo il prossimo 23 Marzo organizzeremo uno sciopero”.

“Da trent’anni a questa parte i criteri standard sono cambiati – ha evidenziato Francesco Malin Fp Cisl- un tempo gli ospiti erano perlopiù autosufficienti, ora invece la maggioranza hanno bisogno di operatori che
li accudiscono. Per le problematiche in merito alle impegnativa, anche le altre case di riposo le portano avanti, ma non come a Adria, dove invece manca il dialogo tra le parti, come ha evidenziato il prefetto
nell’incontro avvenuto qualche settimana fa”. Mariella Rossin, Fp Uil: “Il Cda non ci ha mai coinvolto, ma ha sempre agito in maniera autoritaria, senza accettare il confronto, il dialogo e disattende  gli accordi firmati. Sappiate che quanto avverrà a Adria, avrà ripercussioni anche nelle altre case di riposo”.

Parola poi agli ospiti: Fulvio Osti, famigliare di un ospite della casa di riposo ha raccontato tutta una serie di esempi, di azioni  e di fatti accaduti, dai quali traspare la rabbia, la tristezza  e il clima privo di armonia che si respira nella struttura pubblica di riviera Sant’Andrea: “Vogliamo che la casa di riposo ritorni a essere quel luogo, dove si entrava volentieri e si viveva come una famiglia allargata – ha concluso Osti-basta con le bacchettate della presidente, vogliamo essere liberi di reclamare, quale è il nostro diritto, senza avere  paura di possibili ritorsioni. Non abbiamo avuto la possibilità di eleggere un nostro rappresentante e in maniera democratica, per questo propongo si arrivi alla formulazione di un libro bianco e quindi all’istituzione di una apposita commissione, per arrivare alla possibilità di interventi per migliorare questa situazione in tempi brevi”.

Sabrina Visentini e Simone Mori, sono intervenuti senza rappresentare  il Csa e spiegando le loro peripezie di questi mesi per ottenere atti e documenti attraverso Pec, che spiegano l’andamento gestionale dell’ente. “Temo che arriveremo alla fine del mandato naturale di questo Cda, prima di ottenere le informazioni che abbiamo richiesto-ha evidenziato Simone Mori-mandato che terminerà tra oltre 300 giorni”. Dalle loro relazioni è emerso che le rette non sono aumentate, ma ora però, i famigliari degli ospiti devono pagare i servizi.”Da 8 euro/h siamo passati a 15 euro ogni 30 minuti,  per il servizio trasporto ambulanza ed è stato inserito il costo per  il taglio della barba a 3 euro” ha spiegato Sabrina Visentini.

Il consigliere comunale Giorgia Furlanetto, nel suo intervento ha chiesto al consiglio comunale qualche settimana, per avere il tempo di rapportarsi con il consigliere regionale Sergio Berlato e la presidente del Csa Sandra Passadore, visto il passaggio della stessa al partito di Fratelli d’Italia.

Dalla seduta aperta è anche emerso che il bilancio del Csa  2018 è in pareggio, che il prossimo 23 Marzo si svolgerà una manifestazione di protesta contro i tre componenti del Cda e che la maggioranza guidata dal sindaco Omar Barbierato, continuerà a lavorare in seconda commissione per vagliare le segnalazioni dei famigliari degli ospiti,  nei tavoli tecnici, ai quali sono invitate tutte le forze politiche, anche quelle non rappresentate in consiglio comunale, per  delineare il futuro della struttura di riviera Sant’Andrea. Dopo  quattro ore di seduta, il presidente del consiglio comunale ha dato appuntamento ai  consiglieri comunali alla riunione dei capigruppo per  continuare ad affrontare le problematiche del Csa.

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