07 Marzo 2019 14:00

ADRIA

Csa, botta risposta tra i sindacati e la Passadore

Lei nega ci siano stati tagli o ribassi dei salari, loro proclamano lo sciopero generale


ADRIA – Sul caso Csa di Adria, date le numerose proteste dei sindacati e dei lavoratori, interviene direttamente il presidente del Cda, Sandra Passadore. “Difficile comprendere le motivazioni per le quali le organizzazioni sindacali vogliano promuovere lo sciopero presso il CSA di Adria. Al di là degli slogan che peraltro hanno il solo effetto di creare confusione e si prestano facilmente alle strumentalizzazioni, il dato vero è la ritrosia delle organizzazioni sindacali anzi il rifiuto di confrontarsi con l’Amministrazione del CSA nei termini, nei modi, nei limiti e sui contenuti previsti dalle disposizioni di legge e dalla contrattazione collettiva nazionale”.

La Passadore ha ascoltato silenziosa in queste settimane le numerose proteste, arrivate anche al Prefetto di Rovigo, e ora vuole dire la sua spiegando il perché delle modifiche lavorative: “Il contratto di lavoro degli operatori socio sanitari  del Csa di Adria è tra i migliori in Veneto in termini di garanzie, è pubblico ed è Enti locali, gli stipendi sono pagati puntualmente ed in caso di festività sono pagati in via anticipata. Non licenziamo nessuno anzi abbiamo in corso nuove assunzioni. Diversa la situazione in altre strutture anche vicine, peggiorativa sia per inquadramento e sia per il mancato rispetto dei termini contrattuali come nei casi di ritardo del’accredito del salario anche di oltre due mesi. Eroghiamo il servizio con personale in numero superiore agi standard, inquadrato secondo legge e stipendiato puntualmente come da contratto. Nessuno mette le mani nelle tasche dei lavoratori, ai quali viene richiesto unicamente di svolgere le proprie mansioni: nessuna tortura o vessazione. Sulla stampa abbiamo letto dichiarazioni alquanto curiose e prive di fondamento sul salario accessorio e sui criteri di assegnazione, firmate da una delle sigle sindacali. Si accusava il Csa di adottare criteri selettivi a privilegio degli amministrativi. Voglio rimarcare che per espressa previsione il direttore non percepisce alcun premio. In più va precisato che il fondo del salario accessorio è destinato a tutti i dipendenti ed, ad onor del vero, il personale addetto alle attività assistenziali generalmente ne percepisce oltre l’80%.”.

Il dialogo, da parte sua, dice esserci sempre stato: “L’Amministrazione è sempre stata aperta e disponibile agli incontri ed al dialogo. E’ di una decina di giorni prima del tavolo prefettizio una richiesta di incontro urgente formulata dalle organizzazioni. La presidenza proponeva una data entro le 48 ore, la proposta non andava bene alle organizzazioni, così sollecitamente ne venivano proposte altre due, ancora oggi senza riscontro.  Non vi è alcuna intenzione di danneggiare o punire alcuno ma solamente di garantire ai dipendenti quanto è legittimo e nei limiti dei vincoli economici. Quindi, ancora una volta, e pubblicamente, invitiamo le organizzazioni sindacali a dare avvio alla trattativa per la definizione del contratto collettivo decentrato integrativo per i dipendenti del CSA di Adria, stante che ad oggi gli inviti dell’Amministrazione non sono stati accolti dalle organizzazioni sindacali”.

La risposta dei sindacati non si è fatta attendere. Ecco la replica di Davide Benazzo, Cgil Fp: “Fantasiosa ricostruzione dei fatti da parte del Presidente Passadore che per difendersi tenta di dipingere i lavoratori del CSA come privilegiati semplicemente perché dipendenti pubblici e perché percepiscono uno stipendio, bruttissimo esempio di una cultura poco rispettosa di chi lavora e che in questi ultimi 10 anni ha visto il
suo massimo apice denigratorio e offensivo della dignità di tante persone che ogni giorno, di notte e nei festivi, con il loro lavoro assicurano diritti costituzionali ai cittadini di questo paese”.

E sulla disponibilità al dialogo, replica: “Si inventa anche la grande disponibilità nel confronto dimenticando consapevolmente che quel minimo di confronto che in due anni siamo riusciti a ottenere ha portato alla sottoscrizione di due accordi firmati ma completamente elusi dal Direttore e da Lei stessa. Parla di una convocazione prima dell’incontro dal Prefetto rifiutata dal Sindacato dimenticando di dire che l’incontro era richiesto dal Sindacato per chiederle se confermava quanto precedentemente comunicatoci dal Direttore e cioè il taglio di tutta la parte variabile del fondo accessorio, oltre 100mila euro nel 2018 e altri 130mila
nel 2019, in tutto circa 230mila euro, cosa che ci ha confermato chiaramente dal Prefetto determinando nei fatti l’inutilità di quel confronto e la scelta di fare sciopero”.

In poche parole, per i sindacati, i lavoratori perdono, e si vedono gli effetti già da questo mese, da 1000 a 2000 euro l’anno grazie a questa scelta fatta dal Direttore e avallata dalla Presidente.

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