15 Marzo 2019 14:44

CASTELGUGLIELMO

Condannato in primo grado Sindaco e moglie

Il primo cittadino di Castelguglielmo, insieme alla moglie e al responsabile dell'ufficio tecnico comunale hanno tentato di sottrarre fondi pubblici


ROVIGO – È arrivata la condanna per l’attuale sindaco di Castelguglielmo Giorgio Grassia e la moglie Alda Tosini. Insieme a loro, condannati anche il geometra Gianantonio Vettore, responsabile dell’ufficio tecnico comunale, e l’ingegnere  Massimo Bordin (attualmente assessore esterno ai Lavori pubblici a Villanova del Ghebbo), che nella vicenda era stato incaricato come professionista privato per redigere la pratica di ricostruzione dell’edificio ogegtto del reato. Tutti sono stati puniti per il tentato reato ex articolo 316  del codice penale, ossia indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

Dopo il terremoto del 2012 che colpì l’Emilia ed una parte del Basso Veneto, fu emanata una legge che prevedeva la possibilità di ricevere dei contributi nel caso in cui le abitazioni e le loro pertinenze avessero subito dei danni.
Ed è proprio da qui parte la vicenda: tra tutti i cittadini che ebbero a fare richiesta per accedere a questi contributi vi era anche la moglie del sindaco.
Lei stessa, nell’agosto del 2014, aveva chiesto di attingere ai fondi pubblici per un immobile indicato come prima casa, di sua esclusiva proprietà. Peccato che non fosse esattamente così: l’immobile non era affatto un’abitazione ma una “unità collabente” , cioè un rudere e la stessa era in comproprietà con il marito. Nonostante l’immobile fosse davvero fatiscente, alla signora Tosini veniva concesso un contributo di 43 mila euro. Ma a quanto pare la cifra non aveva soddisfatto i due coniugi che ne chiesero una rettifica. Con il ricalcolo, infatti, la cifra concessa slittò a  157 mila euro. Soldi che stavano per essere incassati se non fosse stato per la denuncia anonima presentata in procura. Ed è grazie a questo esposto che il reato di è fermato al tentativo.

Da qui si sono sviluppate le prime indagini. Da un fronte, infatti, attraverso l’intervento di Luca Zaia, il contributo è stato prima sospeso e poi definitivamente revocato. Dall’altra parte si sono avviate le indagini con relativa apertura di un fascicolo ed iscrizione dei soggetti coinvolti nel registro degli indagati.

I soggetti indagati si sono trasformati in imputati con il loro rinvio a giudizio e proprio ieri, 14 marzo, è arrivata per loro la condanna di primo grado.

Il Pubblico ministero Daniela Randolo aveva chiesto una pena di mesi 8, ma il Collegio giudicante, composto dal Presidente dottor Risi, dalla dottoressa Stefanutti e dal dottor Belvederi ha sentenziato per una condanna pari ad un anno ed 4 mesi per il sindaco, la moglie ed il geometra Vettore. Pena di un anno invece a Bordin, in quanto ritenuto non coinvolto nella seconda fase di rettifica della somma.

A questa condanna, è stata aggiunta la pena accessoria di interdizione ai pubblici uffici e tutti gli atti sono stati trasmessi alla Corte dei Conti.

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