19 Marzo 2019 08:41

ADRIA

Comitato in rivolta: cancellati 20 posti letto e sei primari all’ospedale

E' molto diversa la lettura delle schede ospedaliere effettuata da Enrico Naccari


ADRIA – E’ molto diversa la lettura delle schede ospedaliere approvate dalla Regione Veneto effettuata da Enrico Naccari, presidente del Comitato in difesa dell’ospedale di Adria e dei servizi Socio – sanitari. Secondo il comitato, infatti, l’ospedale di Adria sarebbe stato declassato a nodo di rete, cancellando 20 posti letto e sei primari su tredici.

“Siamo riusciti, finalmente, a entrare in possesso delle schede ospedaliere approvate in giunta regionale e vogliamo ringraziare la Lega e i suoi alleati in Regione – commenta Naccari ironicamente -. Per prima cosa, li ringraziamo per aver cancellato Adria dagli ospedali spoke e averla declassata a ospedale nodo di rete. Poi, vogliamo dimostrare tutta la nostra gratitudine per aver cancellato 20 posti letto, riducendo la capacità di ricovero del nostro nosocomio da 178 posti  letto a 158. Insomma, si è verificato quanto immaginavamo e avevamo già paventato qualche settimana fa, ossia che i posti letto per le strutture intermedie, costituite all’interno dell’ospedale, sarebbero stati ricavati, almeno in parte, a discapito di quelli per acuti e di quelli per la riabilitazione. E, inoltre, vogliamo esprimere la nostra riconoscenza per aver cancellato, con un bel tratto di penna, sei primari su tredici. Infatti, nelle nuove schede, sono stati eliminati i primariati di Chirurgia generale, Urologia, Pediatria, Direzione medica ospedaliera, Farmacia e Radiologia”.

E per quando riguarda il punto nascite, che in deroga parrebbe salvo? “Non si sa – risponde Naccari -, perché la Regione sta ancora aspettando che il Ministero della salute risponda alla sua richiesta di deroga. Che dire? Una vera e propria debacle. Adria e il suo territorio sono stati sconfitti da un governo regionale sordo alle più elementari esigenze di salvaguardia della salute dei cittadini. Ma se noi siamo stati battuti, credetemi, c’è qualcuno che è stato addirittura annientato da questa indecorosa decisione politica, anche se, magari, neppure se ne rende conto. Sono i rappresentanti locali dei partiti di maggioranza in Regione, ai quali, ora, un’intera comunità chiede ragione di una scelta assurda e deleteria”.

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