26 Marzo 2019 19:53

ADRIA

Cgil sulle barricate: “Passadore ascoltaci e non deridere chi lavora”

Continua la polemica sul Csa: il presidente critica la manifestazione di sabato e i sindacati rispondono


ADRIA – Nella città di Adria si sta vivendo un paradosso. “Una vertenza che dura da circa due anni con 4 scioperi, sempre decisi da affollate assemblee di lavoratori, con altrettante manifestazioni sempre riuscite con la stragrande maggioranza dei lavoratori presenti viene ridicolizzata pubblicamente parlando per la manifestazione di sabato addirittura di flop” commenta Davide Benazzo, della Cgil Fp, in relazione ai commenti della presidente del Csa di Adria, Sandra Passadore, che avrebbe denigrato l’evento dicendo che 120 manifestanti sarebbero pochi. (LEGGI ARTICOLO SU MANIFESTAZIONE DI SABATO)

“Siamo fortemente amareggiati che si voglia dipingere diversamente da quello che è, una manifestazione sindacale dei lavoratori molto partecipata dagli stessi – prosegue Benazzo -. Chi tenta di leggere in modo forzato e pretestuoso i  numeri sarebbe opportuno che li andasse veramente a leggere. Nella giornata del 23 sono stati precettati tutti gli operatori in servizio, 43 su 45, chi avrebbe dovuto far sciopero? Degli Infermieri 11 su 11 in servizio, con chi si dovevano cambiare? Col collega già in servizio perché precettato? Parliamo di flop perché non hanno scioperato i 6/7 dipendenti di quelli che avrebbero potuto farlo a fronte di 56 obbligati in servizio e altrettanti in manifestazione su 120 dipendenti in totale? E se in piazza c’erano 120/125 persone (chissà se chi ha scritto questo numero si è preso  la briga di contarli personalmente nel serpentone che si è snodato per Adria, prima di decidere di scrivere quanti erano) chi erano le persone che tenevano in mano le bandiere del sindacato? Chi erano i lavoratori che urlavano “Dignità, Dignità”? forse delle forme di cartone? Tutto il Consiglio Comunale era presente, ma anche su questo, invece di dipingerlo come un’alleanza tra Lavoratori, Famigliari e Amministrazione tutta, si tenta di denigrarla“.

“Si dice che la cittadinanza non era presente. Ci dicano quale manifestazione ad Adria su temi del Socio-Sanitario è mai riuscita a mettere insieme le “sole 125” persone, molte di più per noi che le abbiamo accompagnate, ad urlare un pensiero unico e a protestare? E ci spieghi per qual motivo tutti gli esercizi pubblici che si trovano nel percorso del corteo avevano esposto un cartello “Io sto con i lavoratori del Csa”? Ma la cosa che più ci fa arrabbiare è che un tema così importante si riduca ad una semplice valutazione sul “si poteva fare di più”. Perché nessuno pone la vera domanda… A quale titolo la presidente Passadore si permette di decidere sul futuro del Csa e sulla pelle dei lavoratori e famigliari e sulla pelle dei lavoratori e famigliari, quando tutti i rappresentanti di Adria gli dicono di dimettersi?
Il poco rispetto che la Presidente sta dimostrando della protesta di sabato dimostra senza ombra di dubbio che non ci possiamo fermare e non abbiamo intenzione di farlo perché siamo convinti della nostra ragione che deve diventare la battaglia di tutti i Lavoratori delle IPAB del Polesine, e su questo stiamo lavorando” conclude Benazzo.

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