03 Marzo 2019 12:50

L'INTERVISTA

Ceneselli, l’appello dell’ex sindaco: “Curate la sanità”

Mario Pinotti chiede ai primi cittadini dell'altopolesine di far sentire la propria voce in Regione


CENESELLI – Mario Pinotti, classe 1943, pensionato Cargill (“sono stato membro del consiglio di fabbrica”), uomo della sinistra classica da sempre, è stato sindaco di Ceneselli dal 1995 al 2004, essendosi, fra l’altro, sempre interessato di problemi sanitari. E ora si rivolge alla stampa locale per denunciare le difficili condizioni della sanità altopolesana, quando tra Adige e Po c’è il record veneto di anziani (“io compreso” scherza).

Com’era la sanità in passato?

“La riforma sanitaria nasce nel 1978 e porta la firma dell’allora ministra competente Tina Anselmi, detta rivoluzione fu definita una delle più avanzate al mondo, basandosi su tre pilastri: prevenzione, cura, riabilitazione, attuando compiutamente l’articolo 32 della Costituzione (“tutela della salute come diritto fondamentale del cittadino”). Furono chiusi quattro ospedali e nacque quello di Trecenta, insieme ai servizi specialistici sul territorio. Nel tempo si è assistito a un progressivo impoverimento ospedaliero e dei punti sanità, fino ad arrivare alla drammatica situazione odierna”

Sanità malata quindi?

“Indubbiamente. Per un ricovero o una visita occorre fare troppi km verso Rovigo, Adria, Porto Viro, Santa Maria e gli anziani sono i protagonisti in negativo. Adesso i medici di base pensionati non vengono sostituiti in quanto la Regione risparmia su tutto. A Ceneselli a fine 2018 è andato in pensione il dottor Ferrigato e ora io per programmare una visita in paese devo aspettare una settimana, non ci siamo… In questi giorni ad Arquà Polesine il medico pensionato è stato sostituito dopo la netta presa di posizione di quell’amministrazione comunale, così a Corbola. A Fiesso addirittura i mutuati devono andare nei paesi vicini, questo il consiglio del punto sanità. E potrei continuare all’infinito”

Cosa propone allora?

“Mi rivolgo ai sindaci, ai politici tutti, ai sindacati. Alzate la testa assumendo in pieno le responsabilità per cui i cittadini vi hanno eletto, oppure tramite la delega sindacale vi hanno scelto e fatevi sentire in Regione ma con forza e unità d’intenti senza pensare all’opportunismo di parte. Troppi anziani oggi vivono con difficoltà a fronte di pensioni basse e patologie gravi, tanti non possono permettersi una badante, difficile entrare nelle case di riposo anche per le rette elevate, cui devono in molti casi far fronte i parenti. I pensionati di oggi che soffrono in silenzio e con dignità situazioni in troppi casi critiche sono quelli che da giovani con tanti sacrifici, partendo da posizioni pauperistiche, hanno fatto l’Italia del boom economico, portandola ai massimi livelli mondiali. Certo oggi non meritano tale trattamento in un contesto in cui se ti vuoi curare bene devi essere ricco. Ma i troppi poveri odierni devono morire prima?”

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