02 Marzo 2019 10:55

TAVOLO AZZURRO

Area Sic, ecco come Porto Tolle vuole salvare la pesca

Il 7 marzo,all'Unione Europea, sarà presentato lo studio che certifica che delfini e tartarughe possono coesistere con i pescatori


PORTO TOLLE – Duecento chilometri quadrati che si  estendono dalle 6 alle 12 miglia nel mare Adriatico a largo della costa del Delta. Sono le misure dell’area Sic, abbozzata dopo una serie di tavoli di concertazione tra le regioni  del Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna, le associazioni di categoria, le amministrazioni comunali e i pescatori. E’ quanto è emerso ieri al tavolo azzurro, convocato nella sala consigliare a Porto Tolle, dal sindaco Roberto Pizzoli e dall’assessore alla pesca Tania Bertaggia che ha introdotto la riunione facendo un excursus sulla vicenda.

“E’ chiaro che non  posso essere felice dell’area individuata davanti a Porto Tolle, – ha detto il sindaco Pizzoli – . Alla riunione del 7 marzo a Zagabria, la commissione europea dovrà definire l’area sic, definita anche con le osservazioni sul lavoro che abbiamo fatto di concerto con il Gac del Friuli e Veneto, ovvero il Tarta-tour, dal quale è emerso che  i delfini e le tartarughe possono coesistere con la pesca. Tutto un percorso iniziato prima con  l’ex sindaco  Bellan e poi con me. Un risultato finale, questa bozza,importante, perché tutela la pesca professionale, rispetto a come erano le prospettive iniziali”.

“All’inizio infatti – spiega Thomas Galvan dell’Agriteco di Marghera – era una zona a forma di banana che partiva dal Friuli ,escludeva  solo un pezzo nella laguna di Venezia per arrivare  fino all’Emilia Romagna”. Galvan ha redatto lo studio di accompagnamento della bozza che verrà presentata il prossimo 7 Marzo a Zagabria. Sede in cui la regione Veneto porterà avanti la posizione dei pescatori, ovvero che non venga limitata la pesca.

Luigino Pelà, direttore della cooperativa Pila, ribadisce che  i pescatori sono contrari all’istituzione dei Sic Marini, perché come accaduto con il parco, “All’inizio viene detto  che si tutela la pesca, poi invece si impongono dei limiti”. Sulla stessa lunghezza d’onda, Giuliano Mazzucco della cooperativa Pila: “Un po’ alla volta ci tolgono tutto il mare. E dobbiamo sperare che non compaiono determinate specie di alghe marine, citati negli  habitat europei, per i quali la comunità europea,  applicherebbe l’articolo 4, che prevede in maniera automatica il divieto di pesca”.

Ad evidenziare i ritardi degli interventi, l’ex sindaco Claudio Bellan e la consigliera regionale Patrizia Bartelle. L’ex sindaco Claudio Bellan: “La questione è nata qualche tempo fa, nel 2015, poi ci si è mossi  nel 2017  facendo squadra, coordinati dalla Regione Veneto. All’inizio la preoccupazione era più grande, ora vedo una situazione meno compatta. Il mondo della pesca non è proprio in linea con la questione, perché probabilmente la bozza dovrebbe essere condivisa con i presenti. Averla, ci poteva aiutare a vederla per dare un maggior contributo. L’area vasta è stata ridotta, ma compare  davanti al nostro territorio, luogo dove transitano  delfini e tartarughe. Ma quando si parla di territorio di tutela marino, significa introdurre delle limitazioni, che creano squilibri e limitazioni.  Spero che i pescatori conoscono la bozza e l’accordo, che porterete a Zagabria il 7 Marzo, perché io non l’ho visto”.

La consigliera regionale Patrizia Bartelle, puntualizza il ritardo di azione politica: “La gente tocca con mano qualcosa che doveva essere presa in mano prima, e quindi qui ci sono delle responsabilità politiche. La questione era infatti iniziata nel 2015, ma la regione Veneto,ancora una volta è intervenuta in ritardo, non prima del 2017, come ha detto Bellan. Non dimentichiamo che la Regione Veneto ha delle responsabilità che si sommano ad altre inadempienze dovute a  mancati rispetti dei termini  di legge, per i quali sono aperte delle infrazioni. Ora ci sono dei ritardi nell’arrivo dei soldi per risolvere i problemi di vivificazione delle lagune, per i quali i pescatori aspettano da tempo. Anche se i soldi arriveranno  tra 7 giorni, significa che la Regione è nuovamente in ritardo. I pescatori hanno bisogno di soluzioni ora, dopo
tanti mesi di richieste, per continuare nella loro attività di pesca, prima economia del territorio del Delta”.

Il sindaco Pizzoli ha concluso dicendo che per la vivificazione delle lagune, se ne parlerà nuovamente davanti al prefetto il prossimo 13 Marzo e dopo l’approvazione in giunta regionale delle linee guida, necessarie per snellire i tempi burocratici per l’avvio dei lavori, sarà convocato un nuovo tavolo azzurro, per fare il punto della situazione.

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