22 Marzo 2019 14:31

POLESELLA

Addio a Francesco Mazzetti, storico ristoratore

A darne l'annuncio il sindaco Raito, nonché suo nipote: insieme a Nadia ha gestito per molti anni il Belvedere


POLESELLA – Si è spento nella giornata di venerdì 22 marzo, all’età di 79 anni, al termine di una malattia che negli ultimi mesi lo aveva fortemente debilitato, Francesco Mazzetti, per tanti anni titolare, insieme alla moglie Nadia Raito, del rinomato ristorante Belvedere di Polesella.

Figlio di Settimo, uno dei fondatori dell’Associazione Calcio Giovane Italia Polesella, e a lungo presidente dell’Eca, Francesco Mazzetti era stato per un periodo gestore del Bar Sport di Polesella, prima di passare poi alla conduzione, sul finire degli anni sessanta, dell’alloggio trattoria Belvedere, in Corso Gramsci, ambiente che grazie alla cucina di Nadia e alla cordialità di Francesco, poi affiancati dai figli Stefano e Simone, era diventato un punto di riferimento per tutti gli amanti della cucina polesana. Negli anni ottanta il Belvedere si era guadagnato l’ambito riconoscimento di “forchetta d’oro”, per ben due volte, a testimonianza della qualità della cucina e del servizio.

Il Belvedere, centralissimo in paese, ha visto passare nel tempo migliaia di clienti, tra i cui fissi vanno ricordate anche alcune celebrità come Vittorio Sgarbi e Katia Ricciarelli. Francesco era anche zio del primo cittadino rivierasco Leonardo Raito che ha voluto offrire un suo ricordo dello zio: “E’ una perdita che mi addolora molto perché zio Francesco era un pezzo storico di Polesella, che purtroppo se ne va. È difficile per me scindere il mio ruolo di primo cittadino da quello di nipote di un uomo che era generoso, buono, un lavoratore instancabile. Non l’ho mai visto sopra le righe, mai visto arrabbiato. Tante persone da tutto il nord Italia, che mi è capitato anche casualmente di incontrare, conoscevano Polesella almeno per il ristorante Belvedere. Ricordo anche che, in alcuni frangenti, delle persone in difficoltà sapevano che grazie alla bontà dello zio un piatto caldo non mancava mai. Credo che le sue qualità ci accompagneranno sempre e resteranno indelebili nella storia del nostro paese”.

 

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