27 Febbraio 2019 15:03

LUTTO

Un malore improvviso nella notte: è morto Bruno Bacchetti

Titolare dell'Ottica di via X luglio e padre del noto rugbista Andrea: il cordoglio della città


ROVIGO – Una notizia che ha sconvolto l’intera città. All’età di 63 anni si è spento improvvisamente Bruno Bacchetti, titolare dell’Ottica di via X luglio, padre del noto rugbista Andrea Bacchetti.

E’ successo tutto all’improvviso, nella notte tra il 26 e il 27 febbraio. Un malore, l’allarme al Suem e alla polizia dei vicini di casa, ma quando l’ambulanza ha raggiunto la sua abitazione di viale Trieste non c’era già più nulla da fare. Bruno, probabilmente, è morto sul colpo.

Immenso il cordoglio in città: Bruno era molto conosciuto dato che lavorava con il fratello Piero all’Ottica Bacchetti da decenni. Nessuno sospettava di nulla, dato che Bruno non aveva mai avuto problemi di salute. E la sua morte ha colto tutti di sorpresa, facendo perdere ogni parola e piombare tutti nello sconcerto. Per prime sono arrivate le condoglianze della Rugby Rovigo, squadra in cui il figlio Andrea ha giocato per anni prima di indossare la maglia delle Fiamme Oro. “La Rugby Rovigo Delta esprime le più sentite condoglianze all’ex rossoblù Andrea Bacchetti per l’improvvisa scomparsa del papà Bruno. Ad Andrea e la sua famiglia va l’abbraccio di tutto il popolo rossoblù”. Anche il club di tifosi, le Posse Rossoblù, si è stretto attorno all’ex giocatore del Rovigo: “Le Posse Rossoblù e tutti i tifosi rodigini si stringono in un commosso e affettuoso abbraccio ad Andrea Bacchetti per l’improvvisa perdita dell’amato Papà. Coraggio Andrea ti siamo tutti vicino”.

Poi è arrivato il tenero ricordo degli amici di una vita, come quello di Renato Borgato, che allenava la squadra di pallavolo, la Cabar, dove Bruno Bacchetti giocava e di cui gentilmente ha messo a disposizione le fotografie che potete vedere in questa gallery: “Giocavamo in serie D ed era uno sportivo fortissimo. Era schiacciatore centrale e per un periodo ha giocato anche in serie B con la Pagnin di Padova. Sono davvero sconcertato da questa notizia: era il mio amico di sempre, non avrei mai immaginato di perderlo così, senza un perché all’improvviso”. E continua: “Bruno ha dedicato tanto della sua vita allo sport, in particolare alla pallavolo. Ancora adesso si dedicava qualche oretta in palestra con una partitella di nostalgici del volley o per dedicarsi alla sua specialità innata: la schiacciata veloce. Iniziò prestissimo, con la Robur San Francesco, nella formazione della Pir Cabar, militando nella serie interregionale aggiudicandosi tanti trofei in tornei di buon livello. Era scrupoloso, un pignolo della preparazione sempre pronto a dare il massimo con serietà e impegno. Una persona straordinaria, un generoso, leale e sempre pronto a spendersi per gli amici e la squadra. Sì perché quella squadra è tuttora compatta nelle vicende della vita: uno per tutti, tutti per uno come quando si entrava in campo. Ciao Bruno, con il tuo sorriso troverai altri con il pallone di pallavolo e non resterai mai solo”.

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