11 Febbraio 2019 14:20

SAN MARTINO DI VENEZZE

Un celebrazione diversa e toccante

Il ricordo della Shoah elaborato dai ragazzi della "Alighieri"


SAN MARTINO DI VENEZZE – Come commemorare i giorni della Memoria e del Ricordo con i ragazzi evitando la sterile ripetizione di informazioni che tende ad accompagnare queste ricorrenze? Gli insegnanti della scuola secondaria di primo grado “Dante Alighieri” di San Martino di Venezze ci hanno provato, rendendo protagonisti della commemorazione i propri alunni e alcuni della scuola primaria “Maria Montessori” del paese.

“L’iniziativa è stata intitolata ‘Non solo Auschwitz’ – spiegano Antonio Giovannini ed Elisabetta Tobaldo, docenti responsabili del progetto Pon Cittadinanza attiva – e si è svolta venerdì 8 febbraio, a cavallo delle due giornate che intendeva commemorare insieme. Ha contemplato un ricco programma di interventi di vario tipo, musicali, recitati ed espositivi, in cui sono state coinvolte tutte le classi”.

Si sono cantati ed eseguiti brani strumentali. Gli alunni di II A con una presentazione PowerPoint hanno spiegato i fatti dietro agli eventi ricordati, mentre quelli di II B hanno introdotto il tema dei giusti, cioè dei non ebrei che salvarono la vita ad almeno un ebreo e poi mantennero il silenzio sulle loro azioni. Attraverso un’intervista immaginaria hanno ricostruito l’intervento di Carlo Angela, padre e nonno dei famosi giornalisti e divulgatori scientifici Piero e Alberto, a favore degli ebrei, che nascondeva nella sua clinica.

Poi è stata la volta degli alunni di III A cimentarsi con la drammatizzazione della storia di un altro giusto, la monselicense Ida Lenti, che salvò la vita a tre orfani ebrei. Al termine di questa esibizione è intervenuto l’ospite d’onore, Riccardo Ghidotti, autore del libro “Ida Lenti, un angelo nella Shoah”. Ha raccontato alcuni dettagli della vita di Ida e degli altri personaggi della vicenda; soprattutto si è diffuso a parlare del medico che falsificò i documenti dei fratelli Toth, Marcello Minorello, una personalità a Monselice, prodigatosi per salvare anche altri ebrei in situazioni analoghe.

Tre momenti dell’iniziativa sono stati dedicati alla presentazione dei lavori eseguiti dagli alunni iscritti al progetto Pon di cittadinanza attiva, avviato alla metà di gennaio. Questo progetto è finanziato con fondi  europei e si propone di coltivare nei ragazzi partecipanti – provenienti sia dalla secondaria che dalla quinta primaria – l’educazione civica, lo spirito critico e la capacità di progettare e cooperare. Il primo modulo, intitolato “La valigia racconta”, ha riguardato la realizzazione delle valigie dei protagonisti di storie legate alla persecuzione ebraica o all’esodo degli istriani, fiumani e dalmati per salvarsi dalle foibe o dalla slavizzazione forzata. Dopo la lettura delle storie, sono stati prodotti gli oggetti attraverso cui raccontarle, utilizzando cartone riciclato, tempere, plastilina e pennarelli. Le valigie sono state aperte durante la manifestazione, gli oggetti contenuti sono stati mostrati e hanno catalizzato l’attenzione dei presenti mentre gli alunni ne narravano il legame con il protagonista della storia.

Sopra le valigie è stato scritto il nome del loro proprietario. Ad Auschwitz era l’ultima cattiveria che i nazisti infliggevano agli ebrei prima di farli entrare nelle famigerate “docce”: li invitavano a scrivere sulle valigie nome, cognome e indirizzo, illudendoli che avrebbero ritrovato all’uscita i loro effetti personali. “Gli alunni del progetto Pon – chiudono i docenti – invece, li hanno scritti per ricordare che nulla mai cancellerà l’esistenza delle persone che hanno tanto sofferto negli eventi commemorati in questi giorni”.

 

 

DISCLAIMER:
I tuoi commenti agli articoli saranno gestiti dalla piattaforma 'Disqus' attraverso i login dalla stessa previsti.
Ti rinviamo alla piattaforma ed ai Social che ne permettono l'accesso per quanto attiene l'informativa in materia di trattamento dei dati.
Noi non abbiamo una gestione diretta delle informazioni ma potremo impedire la loro pubblicazione qualora a nostro insindacabile giudizio non rispettino il codice etico del giornale.

Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e/o ai seguenti servizi aggiuntivi. Dichiaro altresì di avere preso visione della Policy Privacy all'apposita sezione del sito.
Si autorizza espressamente al trattamento dei dati forniti per le finalità connesse al servizio richiesto e le comunicazioni commerciali.