10 Febbraio 2019 21:02

IL CASO ALL'EX MANICOMIO

“Runner maleducati gettano plastica nel parco”. “Correndo si fa così”

Ancora un botta e risposta tra l'associazione I luoghi dell'abbandono e gli organizzatori della Rovigo in Love


ROVIGO – Continua il botta e risposta tra l’associazione che gestisce il parco dell’ex manicomio di Granzette, I luoghi dell’abbandono, e gli organizzatori della corsa Rovigo in Love che ha riempito di runner la città di Rovigo nella mattinata di domenica 10 febbraio (LEGGI ARTICOLO). I runner, seguendo il percorso previsto, hanno attraversato anche il parco dell’ex ospedale psichiatrico e, secondo il presidente dell’associazione Devis Vezzaro, avrebbero sporcato lanciando bicchieri e bottiglie nel parco (LEGGI ARTICOLO).

Una accusa che gli organizzatori non hanno certo apprezzato e alla quale hanno replicato sostenendo di aver consegnato il parco pulito, puntando a loro volta il dito contro l’associazione I luoghi dell’abbandono che avrebbe preteso dagli organizzatori un contributo di 150 euro senza neppure permettere l’uso della corrente (LEGGI ARTICOLO).

“Non è vero, la corrente l’abbiamo concessa, loro non l’hanno utilizzata – risponde la moglie del presidente de I luoghi dell’abbandono, Erika Vendramin – Certo che abbiamo chiesto un contributo, loro raccoglievano soldi dai partecipanti e noi che siamo una associazione e che il parco lo dobbiamo sistemare abbiamo chiesto solo 150 euro. Non mi sembrano una grossa cifra visto che chiedevano 10 euro a testa e i partecipanti erano 2000. In ogni caso noi non volevamo puntare il dito contro gli organizzatori, loro ci hanno consegnato il parco pulito alla fine della manifestazione. Noi abbiamo semplicemente constatato che sono passati dei runner maleducati che come dimostrano le foto che abbiamo fatto hanno sporcato il parco”.

“Sull’elettricità hanno ragione, ce l’avevano messa a disposizione non l’abbiamo usata noi vista la pioggia – rispondono gli organizzatori di Rovigo in Love – Continuiamo a non concepire la richiesta di contributo che comunque abbiamo pagato. I soldi dei partecipanti sono serviti all’organizzazione e ai gadget della manifestazione, non ci siamo messi in tasca soldi. Infine siamo felici che ammettano che il parco alla fine è stato consegnato pulito ma vorrei spiegare loro una cosa: se i runner dopo il ristoro, correndo, hanno lanciato bicchieri e bottiglie lo hanno fatto perché funziona così in ogni corsa. Dietro di loro, infatti, c’eravamo noi con il servizio scopa. Quando i corridori partecipano ad una corsa non si possono fermare a buttare i bicchieri nei cestini ecco perché alla pulizia ci pensa dopo l’organizzazione”.

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