05 Febbraio 2019 22:39

POLITICA ROVIGO

Ore di consultazioni: il sindaco resiste

Il sindaco appare tranquillo, riceve i consiglieri e non fa proposte: "Sono qua per ascoltarvi". E giovedì presenterà un documento


ROVIGO – Un pomeriggio di andirivieni nel salone d’onore di Palazzo Nodari dove i consiglieri che hanno risposto presente all’invito del sindaco si sono alternati nel suo ufficio per ascoltarlo. Ma, a quanto pare, o almeno a quanto dicono diversi consiglieri all’uscita dal suo studio, Massimo Bergamin, invece di parlare si sarebbe proposto di ascoltare, spiazzando i consiglieri invitati. E c’è chi come il consigliere Cinque Stelle Francesco Gennaro gli ha risposto semplicemente “Tanti auguri”, e chi invece ha spiegato, come Antonio Rossini, cosa vorrebbe che fosse fatto, in più, per la città.

Non si sono presentati alle consultazioni, come già avevano annunciato, i partiti di maggioranza Obiettivo Rovigo e Forza Italia oltre agli indipendenti Daniela Goldoni e Alberto Borella e ai gruppi di minoranza Lista Menon e Pd.

In ordine, al di là della capogruppo di Presenza Cristiana, Alba Maria Rosito, che si è recata in Comune in mattinata, nel pomeriggio si sono susseguiti Antonio Rossini (Fare), Francesco Gennaro (Movimento Cinque Stelle), Matteo Masin (Coscienza Comune) accompagnato dal primo dei non eletti della sua lista Cristiano Pavarin, il capogruppo della Lega Nicola Marsilio insieme al commissario comunale della Lega Fabio Benetti, seguiti in ordine dal consigliere Ivaldo Vernelli (Italia in Comune) e dagli indipendenti Simone Dolcetto e Matteo Zanotto.

Niente ricerca di voti, proposte di poltrone o accordi trapelano al temine dei numerosi incontri. Solo una sensazione: che il primo cittadino sia tranquillo. Cosa che dimostra anche durante la diretta video girata durante l’incontro con Ivaldo Vernelli che si è presentato con una bozza di mozione di sfiducia (LEGGI ARTICOLO). Che sia perchè, come lo stesso Vernelli ammette durante la diretta, la minoranza sia troppo frammentata per mandarlo a casa? Non sappiamo. Resta da vedere cosa faranno gli alleati che alle consultazioni non si sono presentati. Rientreranno? Riuscirà ad accontentarli proponendo una nuova giunta e qualche posto libero nelle partecipate? Lo scopriremo nei prossimi giorni. Già giovedì il sindaco ha invitato tutti ad un incontro, durante il quale presenterà una bozza di programma per l’anno a venire che gli resterebbe da governare – trovando i numeri.

Nel pomeriggio, il primo ad entrare è Antonio Rossini che dopo 40 minuti di colloquio esce dall’ufficio dicendo: “Mi ha chiesto di dire cosa servirebbe alla città. Ho illustrato le mie proposte. Lui mi ha ascoltato. Niente di diverso. Non abbiamo parlato di numeri, di giunta, di maggioranza o minoranza. In ogni caso ribadisco che qualunque sia la giunta che presenterà io non entro in maggioranza”. Dopo Rossini, entra Francesco Gennaro che commenta all’uscita dall’incontro, molto più breve di quello del suo collega: “Sono venuto perché ad invito si risponde sempre, per cortesia. Sono rimasto spiazzato perché pensavo volesse parlare lui invece ha chiesto a me di parlare. Questo dopo aver esordito con un ‘io non mi dimetto’. E allora io gli ho fatto gli auguri. Tutto qui”.

A seguire, si sono presentati nell’ufficio del primo cittadino, il consigliere Matteo Masin accompagnato dal primo dei non eletti, Cristiano Pavarin. “Cristiano è qui perché abbiamo spiegato al sindaco che se ci sarà da votare la sfiducia io non lo farò perché il sindaco è anche il vicepresidente di Acquevenete per la quale lavoro – commenta Masin – e in quel caso allora mi dimetterei per far entrare Pavarin che non avrebbe alcun problema a votare la sfiducia. Poi ribadiamo entrambi che non appoggeremo mai questa amministrazione ma coerentemente con quello che ho sempre voluto da quando sono in politica, prima dobbiamo salvare i conti. Quindi invito anche i colleghi a votare prima il bilancio e poi per me possiamo andare a casa tutti”.

Dopo di loro, sono arrivati il commissario e consigliere della Lega Fabio Benetti insieme al capogruppo Nicola Marsilio che commentano solo: “Aspettiamo di vedere cosa proporrà in quel documento. Noi non lo abbiamo sfiduciato bisogna distinguere la critica dalla sfiducia. Abbiamo chiesto una svolta e vediamo cosa riuscirà a fare”.

Per ultimi entrano, uno alla volta, gli indipendenti. “Gli ho detto ancora una volta che non sono contento del fatto che abbia mandato a casa il vicesindaco Ezio Conchi – commenta Simone Dolcetto – Ho spiegato anche che secondo me ha proprio sbagliato i tempi: prima doveva parlare con tutti poi al massimo fare il reset di giunta. Io comunque non cambio idea. Resto indipendente”. Stessa cosa anche per Matteo Zanotto, ultimo colloquio, anche il più breve. “Niente ho solo ribadito che resto indipendente e non entrerò in maggioranza. Tutto qua”.

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