20 Febbraio 2019 07:00

LA RISPOSTA DI BORELLA A CONFESERCENTI

“Non sarà Amazon ad uccidere un centro già morto…”



A volte sembra proprio di sognare quando leggendo il giornale trovi delle dichiarazioni che solo qualche tempo fa erano state oggetto di pesanti critiche e attacchi durissimi fatti a chi cercava di difendere il centro storico di Rovigo dalla indifferenza e dalla mancanza di una progettualità necessaria per garantire alla rete commerciale locale un argine solido all’espansione della grande distribuzione locale, oltre che al continuo sviluppo fuori controllo delle vendite on-line che stanno spegnendo molte vetrine in numerose città.

L’esigenza di redigere un piano del commercio era chiara fin da subito a questa amministrazione che non ha capito l’importanza di affrontare subito temi spinosi legati al mondo del terziario, con l’obiettivo di non pestare i piedi a qualche noto imprenditore padovano che ha trovato fortuna nella città di Rovigo, dove purtroppo nessuna amministrazione è stata in grado di arginare la continua espansione del più noto parco commerciale cittadino. Anche il piano mercatale è stato accantonato, con la scusa del decreto governativo che ha temporaneamente sospeso l’applicazione della legge bolkestain rimandandola al 31/12/2020. Non ultimo per importanza il regolamento sui plateatici, varato dall’amministrazione, risultato poco chiaro e non esaustivo nella sua applicazione, tanto da produrre numerose critiche proprio da parte delle associazioni di categoria, escluse dalle consultazioni per redigere correttamente proprio alcune norme del regolamento così caro agli esercenti locali. Ricordo inoltre i numerosi proclami per il rilancio di Piazza Annonaria e l’ormai famoso caso dell’ex pub mc callan, il cui bando per l’assegnazione è andato deserto, così come le altre assegnazioni dei locali all’interno della struttura che è oramai occupata solo dagli storici e volenterosi commercianti che ancora caparbiamente resistono con le loro attività.

Mi chiedo dunque dove erano le associazioni, dove era l’assessore al Commercio, quando di volta in volta si sono presentati questi temi che hanno prodotto critiche accese, lunghe polemiche e crisi amministrative come nel caso della commissione di inchiesta fattoria. Da allora ho effettuato numerose interrogazioni, richieste di documentazione e avviato pratiche per capire meglio cosa si poteva e doveva fare per il mercato, la fiera, i parchi commerciali, e gli eventuali ampliamenti richiesti già da altri gruppi; purtroppo nessuna risposta nonostante numerosi e costanti solleciti. Nessun intervento risolutivo per difendere una città che già si avviava ad un lento ed inesorabile declino, fino ad oggi in cui una uscita in città , appare più un percorso estremo tra buche, escrementi di animali, vetrine
chiuse a luci spente, mozziconi a terra e quant’altro, piuttosto che una piacevole passeggiata sotto i portici come poteva essere solo qualche anno fa.

Sembra infatti che ci sia stato un certo ritardo nel cogliere la gravità della situazione, lasciando nel totale abbandono molti commercianti che vivono quotidianamente una realtà di sofferenza e di indecisione per il loro destino. Difficile infatti prevedere cosa potrà succedere nei prossimi mesi ed anni, certamente fermare Amazon non sarà possibile e neppure potrà essere la soluzione giusta per il territorio, considerando che la piattaforma non è stata progettata per servire il solo polesine, e dunque non è comprensibile una simile affermazione, soprattutto ricordando ciò che alcuni quotidiani locali, alcuni consiglieri comunali, e anche qualche associazione affermava lo scorso anno, ovvero “Benvenuta Amazon, benvenuto ampliamento della fattoria, benvenuti i grandi gruppi perché porteranno benessere, lavoro e sviluppo.

Mi sembra allora opportuno ricordare che solo pochi mesi fa gli stessi soggetti applaudivano a questi nuovi fenomeni che si stavano affacciando sul territorio polesano, senza evidentemente considerare la portata che avrebbero avuto sulla città; appare evidente che Amazon non può avere alcun argine al momento, e che le vendite on line sono fuori controllo per la piccola imprenditoria locale; tuttavia una programmazione del territorio, una gestione organizzata delle attività culturali, sportive, commerciali atte ad attirare gente in centro, una migliore strategia avrebbero senza dubbio potuto arginare per tempo la dissoluzione del centro storico, che appare oggi in caduta libera. Ritengo che le associazioni locali, pro loco, e una amministrazione poco accorta abbiano sottovalutato la portata di questa situazione e condotto la città in questo stato con una responsabilità definita e ben chiara, soprattutto per l’inerzia con la quale sono stati affrontati numerosi temi.

Benito Alberto Borella
Consigliere comunale indipendente

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