27 Febbraio 2019 00:02

RIFONDAZIONE COMUNISTA

Il ricordo di Brusco e Panziera: “Ciao compagno Giulio”



A 16 anni  dalla scomparsa, avvenuta il 26 febbraio 2003, il ricordo della figura di Giulio Azzalin,  si presenta come un sorso d’acqua fresca nel deserto culturale, etico e politico che caratterizza la vita della nostra società, non solo a livello polesano. Ad esempio è sempre più raro trovare persone per bene che nascono, crescono e finiscono la loro vita e attività politica senza cambiare casacca e senza cercare di ricavare anche vantaggi personali dalla propria attività politica e di amministratore pubblico. Con Giulio eravamo ad altri livelli etici, rispetto a troppi personaggi politici attuali. Lui non era  una persona qualsiasi, ma era sempre rimasto pulito e umile agli occhi della gente.  

A partire dalla sua attività di sindacalista della CGIL, dalle mondine di Porto Tolle, “EL MURIN” rimase sempre al  fianco dei lavoratori. Anche nel partito ( prima nel PCI, poi con  Rifondazione Comunista), lui operò per migliorare le condizioni di vita  delle lavoratrici e dei lavoratori.

E lo faceva in modo importante, non  provinciale,  attivando quella visione internazionalista della popolazione, che dovrebbe sempre essere fondamentale per un comunista. Nato in una famiglia di poveri braccianti bassopolesani, secondo di 8 fratelli, la politica era il suo pane quotidiano già da  giovanissimo.

E da generoso difensore del popolo sfruttato, percorse tutte le tappe sindacali,  politiche e istituzionali che lo porteranno ad essere componente della Segreteria Provinciale della CGIL, poi Segretario Provinciale di Rifondazione Comunista e quasi alla fine della sua vita, Vice Presidente della Provincia di Rovigo.                  

Ha diretto con impareggiabile maestria, saggezza e generosità il Partito di Rifondazione Comunista, fino agli  ultimi giorni della sua vita, quando dal suo letto in ospedale, circondato dalla famiglia e dall’affetto di tanti compagni, ancora consigliava, criticava e proponeva soluzioni che potessero aiutare i più deboli.

Il suo funerale fu un evento politico e umano di grande rilevanza, anche se nella testa di molti politici, a mio modesto giudizio,  non è rimasto niente dei suoi insegnamenti. Alla  fine, il ritorno a Scardovari, tra la folla che lo ha accolto con le bandiere rosse del suo Partito, ha ricevuto gli onori che una figura così cristallina era giusto ricevesse. Un saluto e un abbraccio alla Moglie Franca, alla Figlia Emanuela e alla nipotina Giuliana.                                                                                 

Ciao Compagno Giulio, è bello constatare che a tanti anni di distanza dalla tua morte, tanti ti rispettino e ti vogliano ancora bene.

Brusco Guglielmo
Paola Panziera
Rifondazione Comunista Polesana

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