11 Febbraio 2019 11:10

VIAGGIO NELLA LEGALITA'

Giovani polesani in gita nei luoghi confiscati alla mafia

Un viaggio davvero speciale per gli studenti rodigini a Palermo grazie al progetto di Libera. "Una esperienza toccante"


ROVIGO – Dal 28 al 31 gennaio 2019, un gruppo di alunni delle classi 3 D e 4 G delle Relazioni Internazionali, accompagnato dal Dirigente scolastico Elena Papa e dalla prof.ssa Vincenza Candiloro, si è recato in viaggio a Palermo, per l’iniziativa “In Viaggio in una terra Libera”, realizzata nell’ambito del progetto legalità iniziato nel corso dell’anno scolastico. Il viaggio ha avuto lo scopo di far conoscere le varie realtà che operano sul territorio palermitano con strumenti e metodologie differenti, ma ispirandosi a principi comuni come giustizia sociale, cittadinanza attiva, impegno e rispetto delle regole.

Il viaggio di Libera Terra nasce con l’obiettivo di valorizzare territori molto belli ma “difficili”, partendo dal recupero sociale e produttivo dei beni liberati dalle mafie. Gli studenti sono stati accolti, all’arrivo all’aeroporto di Palermo, dai mediatori culturali dell’Associazione “Libera”, che li hanno accompagnati per tutta la durata del viaggio.

L’itinerario si è rivelato fin dall’inizio di forte impatto emotivo. Durate il tragitto in autostrada, all’altezza di Capaci, si è effettuata la prima sosta al “Giardino della Memoria” dove è situato l’obelisco che commemora la strage di Capaci. Si è proseguito con la visita ai “Luoghi della Memoria”: un percorso nella Palermo di Falcone e Borsellino attraverso i luoghi che li hanno visti protagonisti ovvero piazza Magione, via D’Amelio, l’albero di Falcone e Borsellino.

Il viaggio è continuato con la visita del centro storico di Palermo per conoscere il patrimonio storico-artistico e le tradizioni della città nello splendido scenario del suo territorio. Molto toccante è stato l’incontro con i detenuti minorenni, avvenuto presso la sede della cooperativa “Cotti in Fragranza”, laboratorio per la preparazione di prodotti da forno, nato all’interno dell’istituto penale per minorenni “Malaspina”, con l’obiettivo di ottenere prodotti con metodi di produzione rispettosi dell’ambiente e della dignità della persona, al fine di promuovere il lavoro come strumento di inclusione dei giovani detenuti e come occasione di riscatto.

Altri momenti molto importanti sono stati quelli della visita al “Centro studi Pio La Torre” e alla “Cantina Centopassi” sorti su beni confiscati alla mafia. La visita è stata un’opportunità per conoscere da vicino la realtà del riuso sociale dei beni confiscati. Un altro momento di forte impatto emotivo è stata la visita al Memoriale di Portella della Ginestra e l’incontro con Giovanni Impastato, fratello di Peppino che ha fornito una testimonianza diretta e molto coinvolgente sulla storia di Peppino e della lotta contro la mafia di Cinisi. Dopo la visita alla Casa Memoria,  attraverso il percorso dei cento passi, il gruppo è stato accompagnato verso la casa confiscata al boss Badalamenti, oggi aperta alla collettività come biblioteca comunale e Radio cento passi.

Da questo viaggio si è concretamente capito come “Libera” si adopera con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie, promuovere legalità e giustizia, dare l’opportunità di conoscere le migliori energie presenti sui territori siciliani. Si è entrati in contatto con realtà sane, impegnate nell’affermazione dei principi di legalità e responsabilità con la ferma volontà di creare circuiti economici e sociali in netta discontinuità con quelle delle mafie. Il percorso è stato un’opportunità di crescita e confronto con la speranza di un maggiore impegno da parte di tutti.

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