28 Febbraio 2019 10:09

L'ANALISI DI ALBA ROSITO

“Ecco perché è finita l’amministrazione Bergamin”



Premetto che il Gruppo di Presenza Cristiana, di cui faccio parte, ha contestato subito dopo l’insediamento della  giunta Bergamin gli errori di metodo con cui il sindaco già dal’’inizio  ha affrontato il suo mandato. In particolare ritenevamo  inaccettabile la mancanza di condivisione, con i rappresentanti della maggioranza che lo aveva sostenuto, nell’analisi dei tanti problemi da affrontare e nella scelta delle migliori decisioni per superarli.

La nostra posizione era condivisa da chi guidava Forza Italia e, sembrava, anche dalle altre componenti della maggioranza. Tutti, o quasi, erano decisi a non accettare di procedere con una modalità che si prospettava foriera di gravi problemi, anche a costo di provocare una crisi, se il sindaco non avesse accettato di modificare il modo di procedere. Eravamo convinti che la forza  unita di un numero consistente di consiglieri di maggioranza avrebbe ottenuto il necessario cambiamento.

Ma……………..alcuni consiglieri decisero di non impegnarsi in una azione comune; inoltre i consiglieri della Lega (allora nove) nei primi anni si limitavano ad alzare la mano in consiglio per  approvare tutto quanto veniva proposto dalla giunta, senza mai nessuna critica, impegnati in una fedeltà granitica anche se neanche loro, da quanto si sapeva, venivano coinvolti nelle decisioni, quindi era improponibile ottenere anche il loro appoggio.

In mancanza di condivisione all’interno della maggioranza, considerato che la defezione dei consiglieri di Forza Italia e Presenza Cristina non era sufficiente per far cambiare metodo di lavoro, si prese atto della situazione e si decise di andare avanti anche se i Consiglieri di Presenza Cristiana hanno continuato ad esprimere in Consiglio posizioni critiche per  le decisioni non condivise e a votare contro l’adozione di provvedimenti che non riteneva fossero di interesse pubblico, come risulta dai verbali dai consigli comunali (si cita  solo come  esempio  il voto contrario alla delibera che si opponeva alla fusione di Polesine acque con CVS, decisione, come è noto, poi completamente  ribaltata).

Ho specificato gli aspetti di criticità del metodo di amministrare del sindaco, ma è corretto evidenziare anche la difficoltà più grande che ha condizionato l’agire dell’amministrazione Bergamin nell’attuazione anche delle decisioni positive. Mi riferisco alla grave carenza di risorse economiche collegata non solo alla diminuzione dei finanziamenti da parte del Governo centrale e al blocco delle poche risorse disponibili conseguente al vincolo vigente del “patto di stabilità”, situazione che ha coinvolto tutti i comuni, ma anche alla nota problematica locale, riguardante la piscina Baldetti, che ha bloccato, in via cautelativa come previsto dalle norme vigenti, la maggior parte delle poche risorse disponibili in un fondo “soccombenza” che negli anni ha assunto dimensioni sempre più ampie non essendo riusciti a concludere il contenzioso in atto.

Il sommarsi di tali contingenze ha impedito per anni di affrontare qualsiasi avvio di cantiere,progettualità ,assunzione di personale,incarichi professionali di supporto fino agli ultimi mesi del 2018.  La situazione, ad esempio, non ha consentito di dare risposta al grave problema di cui i cittadini si lamentano ogni giorno: la mancanza di manutenzione di strade e marciapiedi con le odiose e pericolose “buche” e più in generale il degrado della Città per l’impossibilità di porre in essere  i necessari interventi di manutenzione e sistemazione .

Credo sia giusto che i cittadini, visto che dovranno a breve decidere a chi affidare il governo della Città, siano informati che ci sarebbe stato un modo per affrontare la grave crisi economica e quindi garantire la manutenzione di strade e marciapiedi ed altri lavori urgenti. Si poteva decidere di vendere almeno una parte di un “tesoretto” costituito da un pacchetto azionario (Azioni Ascopiave) del valore di oltre trenta milioni di euro. Si tratta di Azioni di proprietà della partecipata ASM il cui socio unico ( quindi proprietario al 100%) è il Comune di Rovigo.

Il Gruppo di Presenza Cristiana ha proposto insistentemente più volte fin dall’inizio 2016 di procedere alla vendita di una parte di Azioni per poter rispondere alle necessità segnalate dai cittadini. Altri Consiglieri di Maggioranza, avevano condiviso  la necessità di procedere alla vendita ma un altro gruppo si è sempre opposto, minacciando di lasciare la Maggioranza. Il Sindaco pur condividendo la necessità di vendere almeno una parte delle Azioni, ha ceduto al ricatto e la Città non ha potuto usufruire dei fondi necessari per affrontare le manutenzioni necessarie. In sintesi non è stato possibile mettere in atto il buon senso del padre di Famiglia che quando si rende conto che manca il necessario per i Suoi figli   se ha dei beni non esita a venderli, almeno in parte,  iniziando da quelli  meno sicuri come gli investimenti in azioni specialmente se  sono concentrate su un’unica tipologia e se nel tempo hanno evidenziato oscillazioni positive ma anche negative di notevole entità .                                           

Decidere di non vendere, a giudizio del nostro gruppo, non era un interesse pubblico; chi si è opposto non ha mai spiegato i motivi di contrarietà e quale interesse  fosse superiore a poter asfaltare strade,aggiustare marciapiedi e magari realizzare una pista ciclabile per raggiungere in sicurezza la piscina dal centro città  e per  riunire due zone separate del quartiere Tassina oltre ad altri interventi necessari per scuole,palestre impianti sportivi  ed altro.

Credo di aver descritto in modo molto sintetico, ma veritiero, la situazione fino  agli ultimi mesi del 2018 quando all’interno del gruppo dei Consiglieri della Lega, che già aveva perso alcuni componenti per varie vicende , nasce la ferma volontà di non accettare più di essere marginali e non considerati nelle decisioni del Sindaco e di tutta la Giunta. Tentano di  aprire un dialogo con il Sindaco che invece li sfida e non  prova a trovare con loro una mediazione che anche Forza Italia e il Nostro gruppo riteneva opportuna visto che ormai il mandato del sindaco si avvicinava alla scadenza naturale. La situazione invece  precipita quando la comprensibile posizione della minoranza, considerata la presa di posizione di tre gruppi (Lega, Forza Italia e Obiettivo Rovigo) della maggioranza diventata esplicita con un documento di diffida al sindaco di modificare la composizione della Giunta e rimuovere alcuni vertici di Aziende partecipate. Tale  azione avvia l’iter di raccolta firme per far cadere l’Amministrazione Bergamin. 

Alba Rosito
ex consigliere Presenza Cristiana

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