02 Febbraio 2019 16:36

L'INTERVENTO DI LIBERI E UGUALI

“Basta con questa politica, Rovigo merita di voltare pagina”



Assistiamo in queste ore, come Liberi e Uguali di Rovigo e come cittadini, all’ennesima commedia messa in scena dall’azzeramento dell’intera giunta comunale, deciso da Massimo Bergamin, sindaco di Rovigo. In questa decisione, vi è il tentativo di sottrarre la sua primaria responsabilità, scaricandola sugli assessori da egli stesso nominati e più volte sostituiti. L’elenco dei cambi di referati, in questi quasi quattro anni, è lungo: basti pensare che l’unico rimasto è l’attuale assessore ai lavori pubblici Antonio Saccardin.

In alcuni assessorati si sono fatti più cambi, in pratica ogni volta che i partiti e le liste civiche che lo sostengono hanno rivendicato “visibilità”, oppure che egli stesso ha ritenuto di procedere secondo propri personali disegni, convinto di essere il “capo” più che il sindaco, e di non dovere dare spiegazioni a nessuno, ai cittadini in primis.

Nel frattempo, nulla è stato fatto sul terreno del rilancio della città e del territorio anzi, se possibile, si è persino riusciti a peggiorare una situazione già difficile per scelte errate fatte in passato. Ricordiamo solo i principali capitoli: la fusione di Polacque con CvS spostando l’asse operativo e decisionale a Monselice, dopo avere a lungo sostenuto il contrario; la sostanziale perdita di 13 milioni di euro, collegati alla vicenda del Maddalena, destinati ad interventi di miglioramento di strutture viarie e immobiliari; l’aggravata situazione scaturita dalle incapacità di decidere la soluzione del debito derivante dalle vicende legate alla “piscina Baldetti”; la situazione mai risolta della raccolta e del trattamento dei rifiuti; il sostanziale abbandono di ogni attività di manutenzione delle strade e del patrimonio immobiliare di Rovigo, senza nessun progetto di sviluppo e di riutilizzo di vaste aree e strutture abbandonate al degrado come l’ex caserma dei Vigili del Fuoco, l’ex carcere, l’ex Banca d’Italia, l’ex Caserma Silvestri; il disinteresse sui temi della salute e dell’assistenza verso i più deboli; il mancato completamento della viabilità esterna e della mobilità locale, tema “saccheggiato” in campagna elettorale e abbandonato subito dopo le elezioni; la totale assenza di iniziative per rilanciare Rovigo come polo culturale di riferimento per l’intera provincia.

Tutto ciò basterebbe a decretare la fine ingloriosa di una esperienza amministrativa come quella di questi anni, invece il sindaco Bergamin distribuisce la patente di incapaci agli assessori, scelti da lui, e ai partiti che li hanno proposti e che lo hanno sostenuto in questo tempo, sottraendo sé stesso al giudizio anzi, addirittura proponendosi per il rilancio. In una situazione normale dovrebbe essere il primo a mettersi in discussione, come farebbe chiunque avesse dignità politica, ma a Rovigo questo non accade. Ora staremo a vedere come reagiranno le diverse forze politiche che lo hanno sostenuto fino ad ora, se sapranno agire nell’interesse della comunità che pretendono di rappresentare, oppure di mirare solo a interessi di piccolo cabotaggio che prevedano qualche assessorato o qualche incarico nei CdA delle Aziende di pubblica utilità.

Questa vicenda dovrebbe infine contribuire a rilanciare una analisi generale sulla politica rodigina, sulla sua capacità di guardare all’interesse comune o a guidare la città verso un degrado complessivo dal quale sarà sempre più difficile uscire. Interrogarsi tutti, dalle forze politiche alle associazioni della rappresentanza economica, su questi anni di pseudo amministrazione, durante i quali distrazioni e connivenze si sono spesso fuse assieme, consentendo a questa Amministrazione di fare danni enormi alla città, dovrebbe essere il primo punto dal quale ripartire.

Come Liberi e Uguali saremo soggetti attivi in questa direzione, sollecitando in primis i cittadini e le diverse aree politiche, sociali e civili legate da analoghe sensibilità, ad accompagnare, assieme a noi, questo percorso.

Liberi e Uguali Rovigo

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