06 Febbraio 2019 19:00

“Avevamo ragione noi: il futuro non era il carbone”



PORTO TOLLE – Il Ponte del Molo che demarca il confine di Porto Tolle con il resto del Polesine ha sempre rappresentato uno iato geografico con tutto ciò che riguarda la programmazione del territorio.

Per esemplificare questo assunto è sufficiente fare riferimento alle vicende del Parco. La presenza della Centrale Enel, con le ricadute economiche che questa comportava, rappresentava infatti, la discriminante per ogni altra scelta. Emblematica la vicenda del carbone “pulito”. Ora, finalmente, si riscopre l’ambiente, il turismo e, di conseguenza, un approccio più coerente con il tema della prevenzione e della salute di tutti.

E’ ufficiale, infatti, che la toscana Human Company ha vinto, con il progetto Deltafarm, il bando di gara promosso dall’Enel per la riqualificazione del sito per tanti anni fonte di inquinamento. Si parla di una ricaduta economica ed occupazionale che va ben oltre quella offerta in passato dalla centrale (circa 8000 presenze). Non ci resta che concludere che molti di noi avevano visto giusto. La vocazione di quel territorio era intimamente e naturalmente orientata ad una più coerente relazione della natura e dell’ecologia con l’economia. La sua vocazione non poteva che coniugarsi con la vicenda del Parco e con il rispetto di un ambiente affascinante, delicato e fragile.

Finalmente Enel, grazie anche alle tante battaglie di portotollesi avveduti e di tanti altri cittadini polesani, ha dovuto rinunciare al carbone e imboccare la strada di un più corretto rapporto con la vocazione naturale del territorio e le esigenze delle genti del delta. Il Ponte del Molo così, non rappresenta più finalmente un confine, ma un vero “ponte” a tutti gli effetti.

Partito Socialista Italiano

Federazione Polesana

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