25 Gennaio 2019 18:21

LA RIFLESSIONE DI FLAVIO AMBROGLINI

“Viabilità, amministrazione indifferente alle proteste dei cittadini”



La saga di ‘guerre stellari’, meglio nota come star wars, cavalca sempre l’onda proponendo l’eterna lotta tra l’ordine degli Jedi e quello dei Sith che attingono il loro potere dal lato chiaro della “Forza”, i primi, e da quello oscuro, i secondi. L’antagonismo tra il bene ed il male, non conosce stagioni, né confini geografici, né situazioni particolari ed è così che a Rovigo, grazie alle continue ‘novità’ legate alla viabilità cittadina, potremo gustare sempre nuovi episodi senza scomodarci andando al cinema!

In questo tormentone tutto di casa nostra, Rodigini (Jedi) devono vedersela con l’Amministrazione comunale (Sith) e la saga potrà continuare ‘ad libitum’, o perlomeno fino a quando costoro non torneranno ad occuparsi d’altro, terminando d’ostentare iniziative e sforzi che, semmai fossero stati realmente profusi, null’altro avrebbero da dimostrare se non quello che è palesemente evidente: il nulla prodotto! Entrando nel merito della recentissima confusione creata dalla necessità d’allargare il sedime dei binari della stazione ferroviaria, è facile intuire che tale necessità abbia portato con sé quella di rivedere i percorsi viabilistici e sorge spontaneo chiedersi perché solo a Rovigo sia scoppiato il caos: città ben più grandi come ad esempio Padova, Bologna, Verona, ecc., giusto per citarne alcune vicine a noi, non hanno sofferto di queste problematiche in occasione di lavori ben più importanti ai rispettivi scali ferroviari.

La risposta a mio avviso è semplice: il compiere interventi per lavori di qualsiasi tipo o cercare di risolvere le criticità del traffico invertendo sensi di marcia, spostando parcheggi, ecc., senza ragionare in termini di mobilità urbana sostenibile, equivarrà sempre a fare il classico rattoppo peggiore dello strappo….come si dice in dialetto: el tacòn pezo del sbrego! Quello che stupisce maggiormente, poi, è l’indifferenza verso il corale disappunto dei cittadini che con i risultati prodotti dalle novità, devono confrontarsi. Sono anni che altre città venete, cito ad esempio Vicenza, e d’altre regioni, una per tutte Perugia che è in collina e quindi con pochissime superfici pianeggianti, offrono ai residenti ed a chi vi si reca per lavoro o turismo, la possibilità di fruire di parcheggi scambiatori ‘satelliti’ al centro storico, dove lasciare l’auto spendendo cifre modestissime ma, soprattutto, trovando all’uscita delle aree di sosta, la possibilità di fruire di servizi di mobilità urbana alternativi all’uso della propria auto.

Chi arriva a Rovigo, trova solo scarse indicazioni del garage ‘multipiano’ che economico non è e soprattutto non è interconnesso con nessun servizio pubblico di trasporto. Creando parcheggi idonei agli ingressi della città con presenza del servizio di ‘bike sharing’ o di un minibus a portata di mano, probabilmente anche gli ingorghi non si creerebbero più né in prossimità della stazione ferroviaria, né altrove. Mancano infine all’appello, piste ciclabili, marciapiedi pensati per i diversamente abili, percorsi e programmi orari per il “carico-scarico” nel centro città, piani del commercio condivisi, programmi di manutenzione stradale e del verde pubblico che se esistenti e pensati con chi vi lavora ed opera, renderebbero finalmente Rovigo più vivibile per tutti ed il centro probabilmente vedrebbe invertirsi il processo di desertificazione in cui si sta oggi dibattendo. Che dire?……che la forza sia con noi e la saga continui!

Flavio Ambroglini

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